Aim Italia, nel 2020 sono entrare 23 pmi con una raccolta in crescita

Nonostante l'emergenza della pandemia, dall'analisi di Ir Top Consulting emerge che lo scorso anno il mercato per le piccole e medie aziende ha avuto 21 Ipo e 2 altre ammissioni, anche se in ridimensionamento rispetto al record del 2019 (35). Focus sulla proroga del credito di imposta sui costi di quotazione

di Paola Valentini04/01/2021 14:10



Aim Italia, nel 2020 sono entrare 23 pmi con una raccolta in crescita

Nel 2020 Aim Italia ha avuto un maggior numero di collocamenti rispetto al mercato principale (Mta), nonostante gli effetti dell'emergenza Covid-19, confermando il trend registrato negli ultimi anni. E' quanto emerge dall'analisi dell'ufficio studi Ir Top Consulting secondo cui nel 2020 il mercato dedicato alla crescita delle pmi ha registrato 23 ammissioni, di cui 21 nuove Ipo e 2 altre ammissioni, in ridimensionamento rispetto al record del 2019 (35 quotazioni, di cui 31 Ipo e 4 ammissioni post business combination).

I collocamenti si sono concentrati nella seconda metà dell'anno, principalmente tra ottobre e dicembre. In particolare, sono approdate: Planetel, eViso, Convergenze, Mit Sim (Aim Professional), Igeamed (Aim Professional), Tenax International, Comal, Promotica, Tecma Solutions, Euro Cosmetic, Osai Automation System, Trendevice, Esi, Labomar, Reti, Fenix Entertainment (Aim Professional), Sourcesense, Fabilia Group, Cy4gate, Sebino, Unidata. Inoltre, sono state ammesse due società a seguito di operazioni di fusione con società precedentemente quotate sul listino: Franco Umberto Marmi (business combination con TheSpac) e Industrie Chimiche Forestali.

Le 21 Ipo hanno raccolto 136 milioni di euro (207 milioni di euro nel 2019). La capitalizzazione totale in Ipo è stata pari a 513 milioni di euro. La raccolta media delle Ipo nel 2020 ha raggiunto 6,5 milioni di euro, superiore al 2019 (5,9 milioni di euro in media) con una dimensione aziendale pari a 21 milioni di euro in termini di fatturato medio e 24 milioni di euro in termini di capitalizzazione da Ipo e il flottante è stato pari al 25%, in linea con il dato registrato nel 2019 (24%). Le nuove quotazioni provengono per il 38% dalla Lombardia, il 33% dal Lazio, il 9,5% dall'Emilia Romagna e il 9,5% dal Piemonte. Seguono Veneto e Campania, ciascuna rispettivamente con una Ipo (4,8%). In termini di raccolta di capitali, si collocano ai primi posti Lazio (32%), Lombardia (29%) e Veneto (22%).

Il 76% delle matricole si concentra su quattro settori, secondo la classificazione elaborata da Ir Top Consulting: tecnologia (5 aziende, 24%), servizi (5 aziende, 24%), energia ed energie rinnovabili (3,14%), telecomunicazioni (3, 14%) e industria (2, 10%), seguono media & entertainment, finanza ed healthcare (rispettivamente con una azienda, 5%). L'utilizzo del capitale in quotazione ha riguardato principalmente tre linee di sviluppo: il rafforzamento delle attività di ricerca e sviluppo, l'espansione su mercati internazionali e l'incremento della capacità produttiva. Dalla data di quotazione, la performance media delle Ipo 2020 è stata del +42%.

Inoltre nel 2020 ci sono stati cinque passaggi sul mercato principale, un'opa, nove delisting o revoche. "Nel 2020 il mercato Aim Italia non si è fermato. Nel primo semestre dell’anno, per effetto dell’emergenza Covid-19, le Ipo su Aim hanno avuto un rallentamento, con un'inversione di tendenza a partire da agosto, richiamando 18 nuove Ipo e 2 ammissioni. Il 2020 ha visto la nascita del nuovo segmento Aim Professional, dedicato a startup e scaleup che conta oggi tre nuove società", ha sottolineato Anna Lambiase, fondatore e ceo di Ir Top Consulting.

Il mercato Aim conta, al 30 dicembre 2020, 138 società con un giro d'affari nel 2019 pari a 5,3 miliardi di euro, una capitalizzazione di 5,8 miliardi di euro e una raccolta di capitali in Ipo di oltre 3,9 miliardi di euro, di cui, in media, il 93% proveniente da nuova emissione di titoli. La raccolta è superiore a 4,8 miliardi di euro includendo le operazioni sul secondario.

Intanto il bonus per l'ipo nella forma del credito d'imposta sul 50% delle spese di consulenza sostenute per la quotazione in borsa delle pmi è stato prorogato per un ulteriore anno. La misura, che agevola l'accesso delle imprese al mercato dei capitali, vede lo stanziamento di ulteriori 30 milioni di euro per le imprese che iniziano una procedura di ammissione alla quotazione fino al 31 dicembre 2021. I principali elementi del credito sono: importo massimo di 500 mila euro ad azienda, soggetti destinatari pmi italiane secondo la definizione dell'Ue, che si quotano sui mercati regolamentati e non regolamentati in Italia e in Europa. "Con la proroga del credito di imposta sui costi di quotazione, per il 2021 ci attendiamo un nuovo impulso alle Ipo di pmi grazie all'ulteriore stanziamento del governo pari a 30 milioni di euro", ha concluso Lambiase. (riproduzione riservata)



Società quotate AIM - Alternative Investment Market italia