All’Anve c’è un vivaio di nuove iniziative

Particolarmente vocato all’export e riconosciuto leader internazionale, il florovivaismo italiano ha subito un duro colpo dal primo lockdown. Ora con aiuti finanziari e garanzie di Stato molte aziende sono ripartite, sostiene il presidente Anve, Leonardo Capitanio

di Pier Paolo Albricci23/04/2021 15:04



All’Anve c’è un vivaio di nuove iniziative

Domanda: Chi rappresentate e quale impatto ha il vostro settore sull’economia?
Risposta: L’associazione rappresenta il mondo di produttori di piante a uso ornamentale che è particolarmente vocato all’export. Il suo valore, in termini di prodotto lordo, è a livello nazionale, di circa 2,5 miliardi, e sicuramente vale più di settori dell’agricoltura più blasonati o di moda come il biologico, ma spesso non viene considerato anche se i nostri prodotti abbelliscono città, case, ville, resort.

D. Qual è stato l’impatto del lokdown sulle vostre attività?
R. L’anno scorso ci ha bloccato nel momento principale delle nostre vendite, cioè la primavera, periodo in cui si concentra il 70% del fatturato di piante e fiori. Tenere per quasi due mesi ferma tutta la fi liera commerciale ci ha messo particolarmente in difficoltà.

D. Però le regole consentivano o di tenere aperte le aziende agricole?
R. Sì, ma non consentivano di far lavorare i rivenditori al dettaglio quindi i garden center, i negozianti che vendono i nostri prodotti e anche coloro che fanno installazione quindi giardinieri piuttosto che costruttori. Le difficoltà della primavera si è sono poi trascinatenei mesi successivi.

D. In che modo?
R. Abbiamo avuto un grossissimo problema di gestione degli stock perché il nostro prodotto è in gran parte deperibile quindi non poterlo vendere nel nella settimana corretta, significa perderlo. Inoltre le nostre programmazioni vengono gestite di settimana in settimana, quindi slittare di 4, 5, 6 settimane genera problemi di stock non indifferenti.

D. Non c’è stato rimbalzo dopo il lockdown?
R. Per fortuna nel settore della vendita c’è stato un recupero, le vendita al dettaglio ha avuto una crescita importante nei mesi estivi e autunnali e anche il settore delle costruzioni ha visto un importante momento di lavoro che è durato fino a dicembre.

D. Avete fatto richieste specifiche di aiuti al governo?
R. Una delle richieste che abbiamo subito inoltrato è stata quella di un sostegno finanziario per la gestione degli stock di invenduto che poi sono andati al macero. Allo stesso tempo abbiamo chiesto attività più strutturate nel sostegno dei programmi di promozione del settore. Il vivaismo italiano è storicamente, sia per cultura sia per qualità e quantità, un leader sia a livello europeo che extra europeo. Valorizzare questo enorme patrimonio dovrebbe essere fondamentale nell’attività politica amministrativa del nostro governo.

D. Avete dei suggerimenti specifici?
R. Da un paio d’anni, e speriamo possa rinnovarsi, sosteniamo l’iniziativa del Bonus verde, quindi di una detrazione fiscale per spese private destinate al verde, quindi al rifacimento del giardino, pubblico privato che sia.

D. Come vi siete mossi per aiutare l’export in particolare?
R. Attraverso il network dell’Aiph, l’associazione internazionale dei florovivaisti, e l’Ena un’associazione europea, sosteniamo e seguiamo le iniziative degli Expo e di altri eventi internazionali per la promozione del settore.

D. Qual è stata la risposta del sistema bancario alle vostre richieste?
R. Il sistema bancario soprattutto attraverso il metodo delle garanzie di Stato è stato fortemente sollecitato da molte delle nostre aziende, che nel panorama generale, si distinguono per essere, spesso, molto patrimonializzazione e poco avvezze all’utilizzo di strumenti finanziari sofisticati. Alcune banche tra cui Credit Agricole, Unicredit e Bnl hanno risposto positivamente.



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