Ancorotti, una scommessa (vinta) con le esportazioni

Con un fatturato che sta crescendo al ritmo del 30%, verso i 100 milioni di euro, l'azienda di cosmetica di Cremona esporta oltre 87% del fatturato. È il maggiore produttore al mondo di mascara e ora punta a migliorare ancora con il programma Industria 4.0

di Barbara Leoni14/06/2017 15:49



Ancorotti, una scommessa (vinta) con le esportazioni
Renato Ancorotti, numero uno dell'omonima azienda di cosmetici

 

Nel 2016 il fatturato è cresciuto del 67% e quest’anno dovrebbe registrare un ulteriore incremento del 32% avvicinandosi alla soglia dei 100 milioni di euro, in una provincia, quella di Cremona, caratterizzata da un tessuto imprenditoriale dinamico, con un dato che spicca su tutti, quello dell’export.

«Il 38,5% del fatturato delle aziende del territorio è destinato alle esportazioni, superando di ben cinque punti percentuali la media lombarda e di dieci punti la media nazionale», ha sottolineato Paolo Graziano, direttore regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo. «Il settore della cosmesi rappresenta la punta di diamante in un panorama già positivo, con aziende che sono state in grado di raddoppiare il fatturato estero. Un quinto delle imprese della provincia di Cremona ha già programmato investimenti riconducibili alla tecnologia nel processo produttivo».

Leader nel settore della cosmesi anche in termini di innovazione e internazionalizzazione, Ancorotti ricava dall'export l’87%del fatturato. «Sul fronte dell’internazionalizzazione abbiamo assolto il compito», spiega Ancorotti, «e anche dal punto di vista dell’innovazione abbiamo la necessità di rivedere tutto ogni anno grazie alla crescita che stiamo evidenziando sotto il profilo sia della qualità sia dell’efficienza e che ci permette di entrare a pieno titolo in quella che è stata battezzata Industria 4.0. La back injection, in particolare, è un sistema altamente innovativo che ci permette di inserire 12 ombretti contemporaneamente all’interno di un godet».

Ancorotti Cosmetics si occupa di ricerca, sviluppo e produzione di make-up per conto terzi e fa del mascara il proprio flagship product. Fondata nel 1984 come Gamma Croma dall’imprenditore Renato Ancorotti, l’azienda è il frutto della professionalità che padre e figlia hanno perseguito nel corso di oltre trent’anni di attività nel mondo della cosmesi.

«Siamo partiti con un’idea molto difficile ma che ci ha premiato: fare del mascara il nostro core business a fianco di altri prodotti per viso, occhi e labbra», ha spiegato il presidente Ancorotti. «Il mascara è il prodotto più difficile da realizzare: ma tutti producevano questa emulsione complessa e quindi, non è stato semplice agli inizi andare dai clienti e proporsi con questa specializzazione.

Oggi siamo i più grandi produttori al mondo di mascara per conto terzi. Però siamo prima di tutto degli sviluppatori. Ogni anno produciamo più di 1 milione di kg di mascara e occupiamo il 20% di un mercato presidiato al 50% dalle multinazionali. Una quota estremamente importante e in crescita». Il quartier generale di Ancorotti Cosmetics occupa 21 mila metri quadrati e 13 edifici, compreso l’ultimo acquisito, ossia l’ex capannone Olivetti costruito nel 1969 da Marco Zanuso e Renzo Piano, ha 324 dipendenti, di cui il 64% donne, con un’età media di 36 anni.

Ricerca e sviluppo fanno parte del Dna dell’azienda, dotata di un laboratorio interno dedicato all’innovazione cosmetica. «Ancorotti Cosmetics è chiaramente leader del settore», aggiunge Graziano. «È un’azienda che ha saputo investire, innovare e rivolgersi al mercato internazionale operando in un territorio dove l’arte del saper fare è favorita da un parterre di fornitori in grado di assicurare qualità ed efficienza».

La collaborazione con gli enti formativi, con i fornitori di filiera sul territorio e con Intesa Sanpaolo sono state altrettante leve di crescita. «Credo che una banca debba essere dialogante e credere nei progetti e noi abbiamo trovato tutto questo con Intesa», ha aggiunto Ancorotti.

Intesa ha una presenza storica nella provincia di Cremona, ha aggiunto Graziano, «e in questo momento ci stiamo concentrando sull’innovazione con il nostro centro specializzato volto a mettere in contatto la domanda e l’offerta di innovazione. Il nostro secondo focus riguarda il progetto filiere, sostenendo capofila e fornitori grazie a un nuovo sistema di rating che valuta l’insieme, portando benefici a entrambi gli attori dal punto di vista dell’accesso al credito. Sulla provincia di Cremona abbiamo stilato cinque contratti di filiera che coinvolgono 50 aziende, con un monte fidi superiore a 300 milioni». 



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