Arriva InPulse, e l'innovazione nei campi si fa realtà

Alla Ama di Reggio Emilia (componenti per macchine agricole e per edilizia) una piattaforma digitale che raccoglie dai sensori sul terreno le informazioni per migliorare efficienza e sicurezza assicurerà maggiori ricavi e minori costi

di Stefano Catellani03/07/2017 11:10



Arriva InPulse, e l'innovazione nei campi si fa realtà
Alessandro Malavolti, vicepresidente e ceo di Ama

La chiave del successo rimane l’orientamento all’export, ma poi bisogna implementare innovando. «Nessuna azienda funziona bene se non ha al suo vertice un “uomo con la valigia”, vale a dire una persona capace di esplorare i mercati esteri, farne diretta esperienza, familiarizzare e sviluppare le opportunità in ogni Paese». Ne è convinto Alessandro Malavolti, 46 anni, vice presidente e amministratore delegato del gruppo Ama, attivo nei componenti per macchine agricole, sia ricambi che di primo equipaggiamento.

Formato da 23 società che realizzano un fatturato annuo di circa 160 milioni di euro basato su 16 unità produttive (13 in Italia), tra cui quella storica di San Martino in Rio, Malavolti, neo presidente di Federunacoma (i costruttori di macchine agricole e per il giardinaggio di Confindustria) ha varato un ambizioso piano di sviluppo al 2018.

Fondata nell’aprile 1967 da Luciano, l'azienda famigliare realizza sui mercati esteri una quota crescente di fatturato anche grazie alle presenze produttive in India, Usa, Cina e Bosnia, mentre si sta pensando diaprire il mercato in Vietnam.

La produzione è articolata in business unit complementari: componenti agricoli, cabine e elettrico, sedili e volanti, oleodinamica e giardinaggio.

Il piano di sviluppo 2014-2018 prevede investimenti per circa 14 milioni di euro per arrivare a superare i 200 milioni di fatturato con margini di redditività netti che puntano verso il 7% per centrare l’obiettivo di un sostanziale raddoppio dei principali indicatori.

Consolidata la presenza all'estero saranno, tuttavia, l’innovazione e la digitalizzazione le due leve della strategia di crescita dei prossimi anni. E il cuore dell'innovazione è una realtà che si chiama InPulse.

Si tratta di una piattaforma aperta che raccoglie ed elabora un’elevata quantità di dati per la gestione evoluta del settore agricolo, edile-industriale e movimentazione merce nato dalla collaborazione con Octo Telematics e Ste Industries.

Una serie di sensori intelligenti, denominati Seed  raccolgono i dati da campi, veicoli e attrezzi, li trasmettono alle centraline GreenBox e queste, mediante modem, li inviano in tempo reale al data center di Octo Telematics per l’analisi.

Le informazioni, elaborate dalle GreenBox, sono accessibili tramite la piattaforma InPulse (consultabile anche da laptop e tablet) o strumentazione di bordo.

Più sicurezza, efficienza e riduzione dei costi sono gli obiettivi che lo sviluppo di InPulse dovrebbero garantire, grazie alla digitalizzazione dei processi produttivi in ottica Industry 4.0. (riproduzione riservata)

 

 

 

 

Ricavi previsti nel 2017 a quota 33 milioni

Dopo Milano
presto nella City

Approda a Milano, in Via Visconti di Modrone, la fabbrica che mette insieme la pietra italiana e i migliori designer internazionali. Il nuovo showroom di Stone Italiana, azienda veronese leader internazionale nella produzione di materiali per edilizia e arredo in quarzo e marmo ricomposto, è una vera boutique dei desideri, finalizzata a stimolare la fantasia di architetti e designer. Con i suoi 100 milioni di euro di progetti speciali realizzati negli ultimi dieci anni a firma dei maggiori architetti del mondo, ha voluto aprire anche in Italia uno showroom che guarda e si mostra sul centralissimo e strategico distretto di Via San Babila–Via Durini, dove le più note aziende italiane e internazionali sono già presenti con i loro spazi espositivi. Vi lavorano tre persone, tutte esperte del settore, in una superficie espositiva di 100 metri quadrati. Le prestigiose collezioni di Stone Italiana, frutto della collaborazione con i più famosi architetti, sono raccolte ed esposte in tutto lo showroom.

Stone Italiana ha chiuso l’esercizio 2016 con un giro d’affari di 31 milioni di euro, ebitda di 3 milioni e investimenti annui in ricerca e sviluppo di 1,5 milioni. Le previsioni per il 2017 sono di realizzare un incremento di 2 milioni di euro di fatturato. L’azienda veronese, proprietà e gestione della famiglia Dalla Valle, esporta i suoi progetti Made in Italy in più di 80 Paesi che generano circa i due terzi del proprio giro d’affari. «Proprio per consolidare ulteriormente la nostra presenza a livello internazionale», ha detto Silvia Dalla Valle, consigliere delegato, «è in programma l’apertura di un nuovo showroom a Londra e, in futuro, anche in altre capitali del mondo, con un investimento pari al 2-3% del fatturato». Stone Italiana disegna, realizza, mette in opera lastre in vari tipi di quarzo per top cucina, pavimenti e rivestimenti di ingressi, sale, scale principali e secondarie e per bagni. Commesse importanti ricevute sono state per la fornitura di arredo per centinaia di bagni. «Attraverso la sartorialità della nostra azienda, architetti e designer possono realizzare tutte quelle idee che li fanno diventare unici e questa capacità caratterizza la nostra produzione», ha detto Silvia Dalla Valle, «e noi non vogliamo essere come gli altri. Non è presunzione. Siamo convinti della responsabilità che abbiamo perché nel nostro settore, per le nostre peculiari caratteristiche, siamo il volto più noto del Made in Italy. La mission di Stone Italiana, con l’aiuto degli architetti, è sempre stata quella di dare classe e originalità agli ambienti abitativi e del terziario, elevando le qualità della materia oltre la bellezza che la natura già conferisce loro».

Il nuovo showroom milanese ha aperto i battenti con un concept intitolato «Prospettiva Stone», realizzato da cinque designer di fama internazionale invitati da Lorenzo Palmeri a interpretare la potenzialità espressiva delle lastre in quarzo ricomposto e proposto in elementi di arredo. Giulio Iacchetti, Arseny Leonovich, Matteo Ragni, Elena Salmistraro e Paolo Ulian, questi i loro nomi, hanno quindi realizzato una simbolica capsule collection che incarna tutta la versatilità di Stone Italiana. «Lo showroom di Milano nelle nostre intenzioni deve diventare», ha detto Dalla Valle, «l’emblema dei desideri degli architetti e dei designer del mondo. In questi ultimi dieci anni abbiamo soddisfatto le esigenze dei più affermati professionisti del bello. E siamo qui ogni giorno pronti a iniziare a migliorare ancora». (riproduzione riservata)



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