Arterra vuole portare le bioscienza sull’Aim Italia

La società fondata da Gabriella Colucci punta al listino delle pmi con Banca Profilo, Emintad e lo studio Lca. Dall'operazione è attesa una raccolta vicina ai 6 milioni. La società che ha chiuso il 2018 con un valore della produzione di 3 milioni, un ebitda di 1,1 milioni e un utile netto di 1 milione.

di Giacomo Berengario24/09/2019 02:00



Arterra vuole portare le bioscienza sull’Aim Italia

Anche la biotecnologia, per crescere, ha bisogno del mercato dei capitali. Purché si tratti di un percorso definito nel tempo, che faccia perno su progetti consolidati e punti allo sviluppo scientifico. Sono questi i pilastri che hanno portato, nel 2004 Gabriella Colucci a fondare Arterra Bioscience. La ricercatrice italiana, dopo una lunga esperienza professionale in giro per il mondo (Nigeria, Usa e Australia) quindici anni fa ha deciso di tornare in patria a avviare il business che sfrutta le risorse naturali per dare vita a prodotti innovativi da applicare nei settori della cosmetica, dell’agricoltura e della nutraceutica.

La società campana, lavorando sulle potenzialità degli organismi viventi, come batteri, lieviti, piante e cellule animali, è riuscita nel corso del tempo a sviluppare prodotti e processi, grazie anche ai brevetti depositati. Colucci, che lo scorso anno ha ricevuto il premio Ue woman innovator (unica donna italiana ad avere ottenuto questo riconoscimento) e anche il premio Bellisario Women Value Company, ora ha deciso di dare un colpo di acceleratore al business di Arterra, società che ha chiuso il 2018 con un valore della produzione di 3 milioni, un ebitda di 1,1 milioni e un utile netto di 1 milione. Mentre per quel che riguarda il primo semestre dell’anno, il management si attende una crescita superiore al 30% del valore di produzione rispetto al dato del 30 giugno 2018 con una marginalità in linea a quella dell’ultimo esercizio.

E in questo processo di sviluppo, la società che oggi fa riferimento alla stessa Colucci (detiene oltre il 50% del capitale), dal fratello Paolo (10%), da Martin Chrispeels (9%) e da partner industriali Isagro (25%) e Arena Pharmaceuticals (2,5%), ora ha deciso di puntare dritta all’Aim Italia. «Siamo arrivati alla scelta della quotazione su Aim perché la borsa è per noi sinonimo di trasparenza e ci consentirà di acquisire sempre maggiore visibilità sui mercati di riferimento oltre che attrarre nuovi talenti», dice la stessa Colucci a MF-Milano Finanza. «Riteniamo che la quotazione possa essere un passaggio importante nella storia della nostra azienda e ci potrebbe permettere di dotarci di ulteriori risorse per il perseguimento della nostra strategia di crescita».

Ed è proprio il listino dedicato alle pmi a essere il target ideale per Arterra. Ad affiancare i soci e il management, in questo processo, ci sono il nomad e global coordinator Banca Profilo, l’advisor Emintad, lo studio legale Lca e le società di revisione Kpmg e nexia Audirevi.

«Intendiamo proseguire nella strategia di crescita e siamo attualmente in una fase di diversificazione dei nostri progetti, anche attraverso l’ingresso in nuovi settori come quello dei dispositivi medici, la nutraceutica, l’agricoltura e l’agrifood, che sono sempre più attenti alla sostenibilità dei propri prodotti. Investiremo inoltre nell’espansione della nostra capacità produttiva, ampliando i nostri spazi fisici dedicati alla ricerca, le attrezzature e i macchinari e il team altamente qualificato», aggiunge Colucci per la quale, «Arterra ha costruito una solida rete di collaborazioni con aziende private, università e istituti di ricerca di tutto il mondo. Da oltre 10 anni collaboriamo nella ricerca con Intercos, con la quale abbiamo anche creato la jv denominata Vitalab. Inoltre, tra i cosi storici della società annoveriamo Isagro la quale opera nel settore agrochimico».

Dal possibile collocamento su Aim, secondo le prime stime di mercato, la società conta di arrivare a una raccolta vicina ai 6 milioni. (riproduzione riservata)



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