Avvocati, come scegliere il consulente giusto

Per quotarsi all'Aim, il legale è un passaggio obbligato che costa mediamente intorno a 80 mila euro. Il problema è farlo diventare un punto di riferimento per l'imprenditore nello stabilire corretti rapporti di governance con gli azionisti di minoranza

di Gabriele Ventura06/06/2017 17:53



Avvocati, come scegliere il consulente giusto
Lukas Plattner, partner nello studio milanese Nctm

Per le piccole e medie imprese che puntano alla quotazione sull’Aim, la scelta del consulente legale è, insieme a quella del Nomad e del global coordinator, delicata. Perché l’avvocato, se vale, non si limita a essere un semplice certificatore o notaio delle decisioni prese dagli altri attori della quotazione, ma può diventare il punto di riferimento dell’imprenditore, il suo miglior consigliere, anche sui problemi di organizzazione interna dei poteri decisionali, la cosiddetta governance, nel momento in cui si apre l’azionariato a soci di minoranza.

Se non si ha già un rapporto di fiducia consolidato con un professionista, la prima regola a cui attenersi è affidarsi a chi ha il maggior numero di esperienze nelle quotazioni di aziende all’Aim, sapendo, tra l'altro, che la parcella, nel caso di una quotazione normale, si attesta intorno a 80 mila euro, mediamente, una cifra non indifferente.

Il leader tra gli studi legali, in base al numero di operazioni sull’Aim, è Nctm, acronimo del nome dei fondatori di uno studio associato fra i maggiori a Milano che nonostante le dimensioni, 250 professionisti attivi anche a Bruxelles, Londra e Shanghai, assicura ancora un’attenzione non formale alle richieste del cliente.

Lukas Plattner è il partner di riferimento per le operazioni sull’Aim di questo studio che punta oltre la quotazione, quindi la semplice preparazione dei documenti necessari all'ammissione al mercato, a diventare un consulente  anche per operazioni successive. Recentemente Plattner ha aiutato Energica Motor Company, attiva nella cosiddetta ecomobility, nella procedura di accelerated bookbuild, cioè vendita di azioni finalizzata a un gruppo di investitori prefissato, tramite la quale l’azienda ha collocato sul mercato 710.500 azioni a 3,2 euro ciascuna, per un controvalore di 2,27 milioni di euro. Energica aveva debuttato sull’Aim il 29 gennaio 2016 a 3 euro.

E per la stessa società, l’avvocato ha fatto da advisor anche nella sottoscrizione di un accordo con Atlas Special Opportunities e Atlas Capital Markets per l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile  del valore complessivo  di quattro milioni di euro.

Plattner ha lavorato quest’anno per la quotazione di Crescita (finanza) e Telesia (comunicazione), ma la lista della sue assistite è lunga e diversificata per settori.

In campo energetico, ha seguito le quotazioni di Ecosuntek, Elettra Investimenti, Enertronica, Gruppo Green Power, Plt Energia; nella finanza quelle di First Capital, 4aim Sicaf  e  Ambromobiliare (finanza), e poi Caleido Group (turismo), Clabo (impianti refrigeranti), Masi Agricola (vino) , Net Insurance (assicurazioni), Poligrafici Printing  (stampa industriale), Tech-Value (IT service), Triboo (advertising), Primi Sui Motori (digital marketing).

 «Le Pmi sanno che la quotazione offre loro una doppia opportunità: la raccolta di capitale e il cambiamento della struttura organizzativa,» ha affermato Plattner, «da parte degli imprenditori, percepisco entusiasmo a compiere questo passo».

«Inizialmente proponevamo l’inserimento dell’amministratore indipendente in consiglio di amministrazione, riscontrando diverse perplessità,» ha continuato, «oggi gli imprenditori approfittano di questo passaggio, che peraltro non è obbligatorio per la quotazione Aim, come una occasione per inserire nella governance una persona in grado di dare suggerimenti dall'esterno. Insomma, si è creata una cultura positiva grazie alle numerose storie di successo».

Il momento per la quotazione è favorevole, secondo Plattner perché l’afflusso di potenziali capitali legati ai Pir (piani individuali di risparmio) ha impresso un cambio di marcia agli scambi spingendo le quotazioni a una crescita media del 17% negli ultimi 3 mesi.

 «Ora che il capitale è disponibile per investimenti di lungo periodo tocca alle imprese fare il salto per cogliere le opportunità offerte e noi advisor ci stiamo impegnando per convincere gli imprenditori a quotare la loro azienda per accelerarne la crescita».

 «Spesso c’è timore, da parte delle imprese, a cambiare pelle, nonostante i costi non siano rilevanti e i benefici ormai tangibili,» ha insistito Plattner, senza tuttavia specificare che la quotazione diventa praticabile e conveniente solo al di sopra di una certa soglia di raccolta di capitali, che giustifichi costi complessivi che si aggirano sul milione di euro.

«La maggior complessità che incontrano le società che si approcciano all’Aim è più che altro di carattere culturale perché devono iniziare a pensare di essere in vetrina e guardate da tutti,» ha concordato Andrea Messuti, partner di Lca, lo studio legale che ha invece appena seguito l’incubatore tecnologico H-Farm, quotato a fine 2015, nella firma della prima offerta pubblica di acquisto volontaria di azioni proprie sul mercato.

 «Non ci sono infatti altre grosse complessità sotto il profilo legale: il vero tema è squisitamente culturale e di approccio. Gli emittenti, a loro volta, devono pensare che, anche se le società sono piccole e anche se il mercato è meno regolato e vi è minor compliance, ci sono regole precisedelle regole da seguire».

 Sulle prospettive del mercato Aim Messutti è positivo:  «può fare leva su un bacino di potenziali candidati enorme, dal momento che il tessuto imprenditoriale italiano è fatto di Pmi, il target giusto per lo sbarco all’Aim».

Le dimensioni possono essere un ostacolo per il lavoro dell’avvocato e l’esito finale dell’operazione? «La complessità più rilevante è adattare le comuni prassi delle operazioni sul mercato dei capitali alle ridotte dimensioni delle aziende e alla necessità di maggiore education degli imprenditori,» è l’opinione di Marcello Magro, partner di Pedersoli e associati, che ha assistito Orizzonte sgr (Fondo ICT) in relazione alla quotazione di Gpi su AIM Italia mediante fusione per incorporazione in GPI di Capital For Progress 1 SPAC (Special Purpose Acquisition Company),  una delle operazioni più sofisticate sul mercato.

Augusto Santoro, partner di Simmons & Simmons, ritiene che le complessità maggiori, dal punto di vista legale, per la Pmi che sbarca sul mercato Aim, «riguardano la necessità di adeguare la propria struttura ad una normativa poco adatta alle Pmi. Le difficoltà sono però più che compensate da un più semplice accesso al mercato di capitali con possibilità di ingresso nella compagine sociale di investitoti istituzionali».

 Di grande interesse sono poi le possibilità derivanti dalla qualificazione di Pmi Innovativa con l’eventualità di beneficiare di incentivi sia dal lato dell’emittente che degli investitori. Simmons & Simmons ha prestato assistenza anche a IKF e al nomad Unipol Merchant per la prima operazione di reverse take over mai realizzata sul mercato italiano.

 

 

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