Bio-on punterà sull'olio di frittura esausto per produrre il suo polimero biodegradabile al 100%

L'enorme quantità di prodotto di scarto dalla frittura di cibi, soprattutto in America, potrà fare da materia prima a costo zero per alimentare i batteri che producono la bioplastica. Il risultato è frutto di due anni di ricerche e sperimentazioni. Il titolo, dopo una settimana brillante, sale ancora del 5% a 57 euro

di Pier Paolo Albricci



Bio-on punterà sull'olio di frittura esausto per produrre il suo polimero biodegradabile al 100%
Marco Astorri, ceo di Bio-on

Per festeggiare il ritorno sopra il miliardo di capitalizzazione, Marco Astorri, fondatore e ceo di Bio-on, ha rivelato oggi che  è possibile utilizzare olio di frittura usato, per produrre Minerv PHAs, il rivoluzionario biopolimero brevettato dalla sua società, naturale e biodegradabile al 100%.

«Questa importante novità è il risultato di due anni di ricerche e permette di attingere alle enormi quantità di questo prodotto di scarto soprattutto in mercati come quello del Nord America e dell'Asia, dove il consumo di cibi fritti è elevato e la quantità di olio esausto supera, secondo una nostra stima, il miliardo di litri al giorno. Un prodotto di scarto, che va smaltito con costi, anche ambientali elevati, diventa per noi una materia prima con cui alimentare i batteri che producono bioplastica PHAs secondo un processo completamente naturale,» ha spiegato Astorri.

Il titolo della società bolognese, che è stato uno dei migliori della settimana scorsa, è salito questo mattina del 5% a 57 euro con scambi intensi per oltre 176 mila pezzi.

L'olio esausto si aggiunge alle materie prime già utilizzate per produrre la bioplastica Bio-on (melassi di barbabietola e canna da zucchero, scarti di frutta e patate, carboidrati in genere e glicerolo) ma per la prima volta la fonte di carbonio che alimenta il processo produttivo del biopolimero è di natura lipidica.

Grazie ad un sistema di trattamento preventivo dell'olio esausto da frittura, la bioplastica prodotta ha le stesse caratteristiche di quella generata partendo da altri scarti o sotto prodotti agro industriali.

La scoperta è stata realizzata dalla Business Unit RAF (Recovery and Fermentation) nella nuova sede di Bio-on plants a Castel San Pietro Terme, Bologna.

Tutte le bioplastiche Minerv PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili (ed ora anche lipidiche), senza alcuna competizione con le filiere alimentari, garantiscono le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente ecosostenibili e biodegradabili al 100% in modo naturale. In più offrono possibilità di applicazione, anche del tutto inedite, in settori dove la plastica tradizionale non è utilizzata.

La settimana scorsa, Astorri aveva comunicato l'ingresso in una nuova area di business, il settore fashion, con la unit Fashion Development Material (FDM)  creata per sviluppare nuovi materiali ad alta tecnologia destinati all'industria del lusso.

Lo scopo è dar vita a processi, tecnologie e brevetti per produrre tessuti, filati, superfici flessibili, pellicole che andranno a sostituire i materiali di oggi nati dalla lavorazione del petrolio, molti dei quali sintetici e inquinanti.

«Oggi la creatività dei migliori designer si esprime anche attraverso la scelta di materiali naturali e biodegradabili. Stiamo già collaborando con alcuni dei più importanti marchi della moda mondiale, soprattutto europei e americani, ma non manca l'interesse della Cina e grazie a questa esperienza lanciamo oggi la nostra sesta business unit per rispondere al mercato in modo più rapido, puntuale e personalizzato,» aveva spiegato Astorri.

Due manager italiani del settore moda guideranno la nuova Unit, entrambi con un passato in società quotate. In primavera Bio-on aveva stretto un accordo di collaborazione con Kering Eyewear per studiare nuove soluzioni bio da usare per le montature degli occhiali.

I materiali, che verranno sviluppati dal team dedicato, rispondono anche alla necessità di ridurre l'inquinamento provocato dalle fibre sintetiche che vengono utilizzate dall'industria della moda e che, in modo invisibile, vengono rilasciate a ogni lavaggio finendo nell'ambiente e nei mari.

Si tratta di un fenomeno ad alto impatto ambientale, analogo a quello provocato dalle microperline in plastica utilizzate nei cosmetici e che inquinano mari e fiumi. In entrambi i casi Bio-on  ha sviluppato soluzioni innovative partendo dalla bioplastica PHAs, che nasce da un processo completamente naturale ed è biodegradabile al 100%.

Negli ultimi 12 mesi le attività delle cinque business unit di Bio-on hanno permesso di sviluppare un modello di business originale fondato sulla creazione di newco dedicate a specifici mercatie per lo più in partnership con operatori già leader nei diversi settori.

Lo scorso maggio il gruppo Maire Tecnimont, attraverso la controllata Maire  Green Chemicals, è entrata col 50% in U-Coat (Urea Coating) Spa, società del gruppo Bio-on . Secondo gli accordi, Maire Tecnimont  sarà il contractor esclusivo su scala mondiale per la realizzazione chiavi in mano di impianti che hanno come base questa tecnologia innovativa.



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