Bio-on torna sopra 51 euro dopo l'annuncio dell'ingresso nella produzione di materiali per il fashion

La nuova unit Fashion Development Material (FDM) è stata creata per sviluppare nuovi materiali ad alta tecnologia destinati all'industria del lusso e che si fondano sulla bioplastica naturale Minerv PHAs. È la sesta business unit e guarda soprattutto al mercato americano e all'Asia. Alla guida due manager italiani del settore che hanno già lavorato per società quotate

di Pier Paolo Albricci



Bio-on torna sopra 51 euro dopo l'annuncio dell'ingresso nella produzione di materiali per il fashion
Marco Astorri, fondatore e ceo di Bio-on

Sull'onda della notizia di apertura di una nuova area di business nel settore fashion, questa mattina si sono intensificato gli acquisti di azioni Bio-on, la società bolognese specializzata nei brevetti e produzione di plastiche 100% biodegradabili.

Oltre 100 mila pezzi scambiati hanno spinto il titolo a un rialzo del 4,9% a 51,6 euro, valore ancora lontano dal massimo storico di 70 euro, toccato il 9 luglio scorso.

La nuova unit Fashion Development Material (FDM) è stata creata per sviluppare nuovi materiali ad alta tecnologia destinati all'industria del lusso e che si fondano sulla bioplastica naturale Minerv PHAs.

Lo scopo è dar vita a processi, tecnologie e brevetti per produrre tessuti, filati, superfici flessibili, pellicole che andranno a sostituire i materiali di oggi nati dalla lavorazione del petrolio, molti dei quali sintetici e inquinanti.

«Oggi la creatività dei migliori designer si esprime anche attraverso la scelta di materiali naturali e biodegradabili. Stiamo già collaborando con alcuni dei più importanti marchi della moda mondiale, soprattutto europei e americani, ma non manca l'interesse della Cina e grazie a questa esperienza lanciamo oggi la nostra sesta business unit per rispondere al mercato in modo più rapido, puntuale e personalizzato,» ha spiegato Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on .

Entro venerdì saranno resi noti i nomi dei due manager italiani del settore moda che guideranno la nuova Unit, entrambi, secondo quanto risulta a Milanofinanza.it, con un passato in società quotate. In primavera Bio-on aveva stretto un accordo di collaborazione con Kering  Eyewear per studiare nuove soluzioni bio da usare per le montature degli occhiali.

I materiali, che verranno sviluppati dal team dedicato, rispondono anche alla necessità di ridurre l'inquinamento provocato dalle fibre sintetiche che vengono utilizzate dall'industria della moda e che, in modo invisibile, vengono rilasciate a ogni lavaggio finendo nell'ambiente e nei mari.

Si tratta di un fenomeno ad alto impatto ambientale, analogo a quello provocato dalle microperline in plastica utilizzate nei cosmetici e che inquinano mari e fiumi. In entrambi i casi Bio-on  ha sviluppato soluzioni innovative partendo dalla bioplastica PHAs, che nasce da un processo completamente naturale ed è biodegradabile al 100%.

Negli ultimi 12 mesi le attività delle cinque business unit di Bio-on hanno permesso di sviluppare un modello di business originale fondato sulla creazione di newco dedicate a specifici mercatie per lo più in partnership con operatori già leader nei diversi settori.

Lo scorso maggio il gruppo Maire Tecnimont, attraverso la controllata Maire  Green Chemicals, è entrata col 50% in U-Coat (Urea Coating) Spa, società del gruppo Bio-on . Secondo gli accordi, Maire Tecnimont  sarà il contractor esclusivo su scala mondiale per la realizzazione chiavi in mano di impianti che hanno come base questa tecnologia innovativa.

Fashion Development Material (FDM) si aggiunge, quindi, alle unit Cosmetic, Nanomedicine & Smart Materials (CNS); Recovery and Fermentation (RAF); Engineering (ENG) e Structural Materials Development (SMD).

Il modello di business si fonda anche sulla produzione all'avanguardia nel nuovo stabilimento inaugurato in giugno vicono a Bologna. Ai primi di agosto è entrato in esercizio il nuovo polo produttivo per la produzione di bioplastica con sistema di controllo e supervisione di Siemens.

Il nuovo impianto Bio-on è nato seguendo un percorso innovativo, cominciato con la creazione di un modello digitale (digital twin) che ha permesso una prototipazione e simulazione virtuale ancora prima che iniziasse la produzione reale.

La generazione ed analisi in tempo reale di dati che descrivono il processo produttivo permette un controllo puntuale di ciò che avviene nel processo e la possibilità di prendere decisioni più accurate e rapide. L'impianto si pone, tra gli altri, l'obiettivo di azzerare gli errori e aumentare l'efficienza della produzione di bioplastica, superando gli attuali standard di mercato.

Il polo si candida ad essere uno dei migliori esempi di Industria 4.0 nel settore della chimica verde e della bioplastica PHAs (poli-idrossi-alcanoati).

«Bio-on rappresenta un caso virtuoso di un'industria che ha trovato il modo di essere sostenibile con la plastica,» ha dichiarato Giuliano Busetto, ceo di Siemens Industrial Software, «un'industria che può portare beneficio alla sostenibilità del paese anche mediante la produzione naturale di biopolimeri biodegradabili. Siamo orgogliosi di supportare lo sviluppo di questa industria attraverso la nostra tecnologia innovativa, attraverso l'integrazione tra il mondo dell'automazione, del controllo di processo e dell'Information Technology, attraverso le nostre piattaforme di industrial software, forti del nostro posizionamento, unico, lungo l'intero lifecycle del processo produttivo».

L'idea innovativa di Bio-on è stata quella di costruire, con il supporto di Siemens, un modello digitale dell'impianto mettendo al centro della progettazione, l'automazione ed il dato.

«Basta con il dominio del ferro sul software, la progettazione industriale deve essere al servizio dell'automazione: solo così si può fare vera efficienza, non solo energetica ma anche ottimizzazione di impianti. Siamo fiduciosi che questa collaborazione con Siemens possa estendersi a tutti i nuovi impianti, che costruiremo in futuro nel mondo, per la produzione di bioplastica" aveva spiegato Astorri.



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