Ceramica al rilancio con la piastrella ecologica

Abbattimento delle emissioni, materiali ecocompatibili, consumi energetici ridotti: così i ceramisti di Sassuolo e Faenza puntano a sfruttare il superbonus edilizia per rilanciarsi. Ma il governo riapra subito i cantieri già finanziati, insiste Giovanni Savorani

di Elisa Padoan12/03/2021 11:59



Ceramica al rilancio con la piastrella ecologica

Domanda: Come vi siete riorganizzati dopo il periodo di lockdown e quali iniziative avete messo in campo per supportare le aziende?
Risposta: Abbiamo cercato di non fermarci come associazione ma di continuare le nostre attività fondamentali, anzi le abbiamo incrementato e soprattutto abbiamo ulteriormente intensificate tutto ciò che riguarda le campagne digitali che avevamo in corso come l’informazione sui valori della ceramica. In luglio siamo usciti con un nuovo campagna sui social dove facciamo vedere come la ceramica performa meglio di altre superfi ci in diverse situazioni di stress e in diverse situazioni di attacchi acidi compresi quelli della sanificazione per il coronavirus.


D. Come mai avete puntato tanto sulla comunicazione?
R. Perché ormai è l’unica possibile forma di sensibilizzazione insieme al lavoro sui social così come hanno fatto e stanno facendo le nostre aziende che si muovono con strumenti digitali, con videochiamate in sostituzione dei viaggi commerciali per mostrare in diversi modi i prodotti nuovi interagendo con i clienti.


D. Quali iniziative avete in mente per quest’anno?
R. Stiamo lavorando alacremente come associazione per creare un evento importante che sia il rilancio della ceramica nella progettazione sostenibile che tenga conto dei nuovi paradigmi del coronavirus e lo faremo in una forma mirata, parte in presenza, in parte in forma ibrida nel senso di utilizzare molto anche il digitale.


D. Che cosa vi aspettate dai piani di rilancio del governo?
R. Come associazione ci stiamo muovendo su due fronti. Il primo è quello legato al bonus energetico del 110% per portare la ceramica dentro questo progetto soprattutto per quanto riguarda facciate e isolamento terra,. In questo senso vorremmo contribuire rivedendo i paradigmi della progettazione futura in funzione della sostenibilità del prodotto che possiamo proporre.


D. L’altro fronte?
R. È quello che riguarda la filiera che comprende produttori di ceramiche speciali, di laterizi, piastrelle e sanitari, nel quale abbiamo coinvolto anche i costruttori di macchine per ceramica, le Università di Bologna, Modena e Reggio, il Centro ceramico d’arte di Faenza e la Regione. Ci siamo presentati
al ministero dello Sviluppo economico con un progetto per ridurre le emissioni di Co2 nel nostro processo di lavorazione.


D. Quale criticità vede per la ripresa?
R. Abbiamo ancora tutte le infrastrutture bloccate che sono già finanziate. Il primo banco di prova importante per il Paese è aprire i cantieri delle infrastrutture per dimostrare che poi è capace di spendere i soldi che sta chiedendo all’Europa. Ci tengo a ripeterlo perché stiamo lavorando tutti per nuovi progetti ma non riusciamo a realizzare ancora i vecchi. Questa è la cosa che mi preoccupa particolarmente.

Laterizi, sanitari, prodotti speciali, tutti in associazione

In occasione dell’Assemblea 2020, Confindustria Ceramica ha presentato le indagini statistiche relative all’industria ceramica italiana, che si compone
delle imprese industriali attive nella produzione di piastrelle e lastre di ceramica, ceramica sanitaria, porcellana e stoviglieria, materiali refrattari e ceramica tecnica, laterizi. Sono 279 le industrie attive in Italia nel 2019, che occupano oltre 27.500 addetti e che hanno fatturato 6,5 miliardi di euro. Dal 2018, è presieduta da Giovanni Savorani, 71 anni, riconfermato l’anno scorso, da sempre protagonista nel mondo della ceramica faentina. Per sette anni è stato il responsabile di produzione della ceramica Barbieri e Burzi a Bologna, per poi diventare il responsabile tecnico della Cast, società di assistenza tecnica, dove è rimasto per dieci anni a partire dal luglio 1977. Nell’aprile 1987 è entrato in Cooperativa Ceramica di Imola per gestire il nuovo stabilimento del gres porcellanato e nel giugno del 1990 in Sacmi Imola con l’incarico di direttore vendite, che lascia nel novembre del 1994 per entrare in Ceramiche La Faenza con l’incarico di direttore generale. Nel luglio 2006 inizia la sua attività imprenditoriale fondando Gigacer, di cui riveste
il ruolo di presidente. Gigacer, che opera in uno stabilimento nel distretto ceramico di Imola-Faenza , è nata utilizzando la innovativa tecnologia “Continua” dei grandi formati con la quale ha, fin dal 2007, sviluppato pavimenti in gres porcellanato in formato 120×120. Confindustria Ceramica offre supporto e consulenza alle aziende associate attraverso una vasta gamma di attività e servizi nei vari settori di interesse del comparto. Questi includono la formazione, le relazioni industriali, la legislazione fiscale, l’accesso ai finanziamenti europei, il sostegno per le questioni legali e le relazioni
sindacali.

L’Associazione pubblica indagini statistiche e relazioni sullo stato del mercato, studi sull’ambiente, sull’energia, sui trasporti, sulla sicurezza, sugli standard tecnici e sulla certificazione della qualità del prodotto. Nell’ambito della promozione e del commercio internazionale, Confindustria Ceramica coordina la partecipazione dei suoi associati alle principali fiere e manifestazioni internazionali, al fine di rafforzare l’immagine e la diffusione dei prodotti ceramici italiani in tutto il mondo. Inoltre svolge un’ampia attività di comunicazione attraverso una serie di strumenti editoriali progettati appositamente.



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