Clabo diventa fornitore di Starbucks in Asia e punta a estendere la collaborazione al resto del mondo

Da novembre fornirà i suoi prodotti alla filiale asiatica del colosso americano delle caffetterie che opera nel continente con 8 mila punti di vendita. L'Asia è la regione del mondo con i tassi di crescita di nuove aperture più elevato. Il ceo anticipa risultati in buona crescita per il primo semestre, sia per i ricavi (+22%) che per l'ebitda

di Pier Paolo Albricci



Clabo diventa fornitore di Starbucks in Asia e punta a estendere la collaborazione al resto del mondo
Pierluigi Bocchini, ceo di Clabo

Da novembre Clabo,  leader mondiale nel settore delle vetrine espositive professionali per gelaterie, pasticcerie,
bar, caffetterie e hotel, fornirà i suoi prodotti a Starbucks Asia, che opera nel continente con 8 mila punti di vendita, e che risulta essere la regione del mondo con i tassi di crescita delle nuove aperture più elevato.  

Lo ha comunicato Pierluigi Boccini, fondatore e presidente ceo di Clabo, che a fine agosto ha partecipato ad una manifestazione della società americana, che ha 32 mila punti vendita nel mondo, a Ho Chi Minh City.

Durante il meeting, al quale hanno partecipato Bocchini e gran parte dello staff tecnico di Starbucks Asia, sono stati messi a punto i dettagli della collaborazione tra la società italiana e la filiale asiatica di quella americana. Clabo ha infatti sviluppato 4 modelli di vetrine con 2 varianti per ciascun modello per un totale di 8 versioni.

La commercializzazione inizierà entro il prossimo mese di novembre ed il valore dell’accordo dovrebbe aggirarsi attorno agli 1,5 milioni di dollari. I primi paesi ad adottare le vetrine Clabo Easy Best, che verranno prodotte dallo stabilimento cinese di Qingdao del gruppo, saranno Vietnam, Thailandia, Cambogia, Philippines e Singapore, per poi estendersi a tutta l’area asiatica fino all’India.

«Questo accordo è il segno che la nostra strategia di avvicinare la produzione ai mercati di vendita mantenendo in Italia la progettazione sta dando i suoi frutti. Lo sviluppo del rapporto con Starbucks ha avuto una gestazione di ben 18 mesi, ma alla fine siamo riusciti a trovare un accordo di grande soddisfazione per entrambe le parti».

«Ora speriamo di poter estendere la collaborazione anche in altre aree del mondo,» ha concluso Bocchini.

L’accordo arriva al termine di un semestre che ha visto i ricavi consolidati salire fino a sfiorare i 31 milioni di Euro, dai 25 dello stesso periodo dello scorso anno (+22%), e con un significativo balzo del EBITDA adj. e del Risultato Netto adj.. La PFN inoltre, risulta in calo rispetto al 31 Marzo 2018 di oltre 2 milioni a 23,2 milioni, secondo quanto ha anticipato lo stesso ceo.

Il titolo oggi è sostanzialmente stabile a 2,9 euro, lontano dal massimo storico di 4 euro toccato nel maggio 2017. Lo scorso mese di agosto la società ha comunicato di avere acquistato, con piccoli ordini pressochè quotidiani, 10.500 azioni che hanno portato la provvista di azioni proprie in portafoglio all'1,7% del capitale per un totale di 144.505 azioni, a un prezzo medio di circa 2,95 euro.

Ai primi di aprile Bocchini aveva annunciato la revisione in positivo del piano industriale che al 2022 punta al raggiungimento di un valore della produzione di 96 milioni di euro (58 milioni nel precedente piano al 2020), un Ebitda consolidato di 14 milioni (il 50% in più del precedente piano) e una posizione finanziaria netta consolidata a 15,1 milioni (rispetto ai 11,9 milioni al 2020).

Il piano è stato rivisto a seguito dell’acquisizione in marzo della società statunitense Howard McCray (HMC).

«L’acquisizione   segna una svolta nel nostro piano di internazionalizzazione. Con HMC potremo diventare l’unico vero player globale del nostro settore, con capacità produttiva dislocata in Europa, Asia e Nord America, le 3 principali aree di mercato al mondo. Ora l’obiettivo nel medio termine è puntare ad un target prossimo ai 100 milioni di euro di ricavi utilizzando a pieno le sinergie derivanti dalle acquisizioni fatte sia sotto il profilo industriale che sotto quello commerciale», aveva commentato Bocchini.

Le principali linee strategiche dei prossimi due anni sono l’aumento della redditività e della generazione di cassa, attraverso l'implementazione di un modello organizzativo multinazionale, che farà perno sui 3 stabilimenti produttivi nelle 3 principali aree di mercato, Europa, Usa e Cina, che consentiranno un contenimento dei costi di trasporto, dei dazi doganali e dei tempi di consegna con effetti migliorativi su ricavi e margini di contribuzione.

Una seconda leva di sviluppo sarà l'efficientamento degli impianti, applicando le best practices dello stabilimento italiano agli stabilimenti in Cina ed in USA, e l'innovazione di prodotto con focus su prodotti custom e, dal 2020, sulla conservazione dei cibi oltre che alla loro esposizione.

La strategia di innovazione sarà indirizzata allo sviluppo di soluzioni adatte a clienti dalle grandi potenzialità di sviluppo. Inoltre dal 2020 è prevista l’introduzione di una nuova gamma di prodotti dedicata alla conservazione, che consentiranno di incrementare il livello dei ricavi, a regime, di circa  20 milioni di euro grazie alle sinergie commerciali delle reti vendita dei diversi marchi ed ai costi di produzione competitivi dello stabilimento cinese.



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