Digital Magics vende una quota di Talent Garden con un Irr sull'operazione dell'80%

Il business incubator guidato da Marco Gay e Gabriele Ronchini ha ceduto metà della partecipazione che aveva acquisito nel 2014 facendo una maxi plusvalenza,pari a 9 volte il costo delle azioni cedute. Rimane azionista al 10% della scuola di formazione sull'innovazione digitale. Le previsioni di crescita nel semestre in corso, dopo l'aumento dei ricavi del 55% al 30 giugno scorso, sono altrettanto positive

di Pier Paolo Albricci



Digital Magics vende una quota di Talent Garden con un Irr sull'operazione dell'80%
Il team di Digital Magics. Da sinistra Edmondo Sparano, Alessandro Malacart, cfo, Layla Pavone, chief innovation&marketing, Marco Gay e Gabriele Ronchini, co-ceo, e Alberto Fioravanti, presidente e cto

Digital Magics, uno dei maggiori business incubator italiani, sta festeggiando con un rialzo del 3%, che ha spinto il prezzo del titolo a 6,5 euro, la notizia diffusa oggi di un accordo per la vendita del 9%, pari a 20.330 azioni ordinarie, di Talent Garden, una delle principali partecipazioni della holding. 

Al netto della vendita Digital Magics mantiene nel suo portafoglio altre 21.794 azioni di Talent Garden, corrispondenti a circa il 10% del capitale.

Hanno acquistato i soci di Heroes srl, azionista di controllo di Talent Garden, cioè il management della stessa Talent Garden guidati da Davide Dattoli,  co-fondatore e ceo.

 Il prezzo della cessione è pari a 3,6 milioni di euro, che garantisco a Digital Magics, azionista di Talent Garden a partire dalla fine del 2014,  una plusvalenza di 3,2 milioni, 9 volte il costo della quota di capitale ceduto, con un IRR sull’operazione dell’80%.

Talent Garden, fondata a Brescia nel 2011, è tra le principali piattaforme europee per i talenti digitali; nei suoi campus lavorano, si formano e creano networking più di 3.500 talenti in tutta Europa. Presente in 8 paesi europei con 23 campus, Talent Garden è oggi il più diffuso network di co-working per il digitale del continente.

La sua Innovation School eroga corsi, master e workshop per formare giovani professionisti digitali ed executive e promuove anche programmi di alfabetizzazione digitale per i bambini. Nel 2017 Talent Garden ha realizzato ricavi consolidati per 8,9 milioni di Euro, oltre il doppio dell’esercizio precedente, con margine operativo positivo.

«Questa operazione consente al management di Talent Garden di rafforzare la propria quota, rappresenta un passaggio di valore strategico per il modello di business di Digital Magics,» ha sottolineato Gabriele Ronchini, fondatore e ceo  di Digital Magics

«Con il 10%, Digital Magics rimane tra i principali azionisti di Talent Garden e conferma il ruolo fondamentale che la partecipata, insieme a Tamburi Investment Partners, a sua volta socia di Digital Magics e di Talent Garden, ha nella catena del valore ideata da Digital Magics a favore dello sviluppo dell’ecosistema delle startup e dell’innovazione in Italia», ha continuato.

A metà settembre Marco Gay vicepresidente esecutivo e co-ceo dell'incubator, che ha in portafoglio 63 le società operative di cui 31 startup innovative e 9 Pmi innovative, aveva comunicato dati positivi per il primo semestre di quest'anno, che hanno evidenziato un valore della produzione a 1,82 milioni, in crescita del 55% sullo stesso periodo del 2017.

L'Ebitda è andato in positivo per 36 mila euro, contro un rosso di 420 mila euro nel 2017, e il risultato netto è stato negativo per 1,1 milioni (-1,3 milioni nel 2017) dopo svalutazioni di partecipazioni per 0,8 milioni.

«I driver della crescita sono sostanzialmente tre. Sicuramente la strategia, portata avanti con decisione, che significa concentrare le nostre risorse e il nostro impegno solo sulle migliori iniziative digitali, incrementando la qualità del dealflow (oltre 700 progetti nel primo semestre) e del processo di selezione. Vogliamo continuare a identificare, investire e supportare concretamente lo sviluppo delle startup con maggiore potenzialita' di crescita nel mercato italiano e soprattutto internazionale,» aveva precisato Gay.

«Un secondo driver è rappresentato dai programmi di accelerazione: finora ne abbiamo lanciati tre. Con gli acceleratori verticali non solo approfondiamo i settori di riferimento che grazie al digitale crescono a doppia cifra, ma collaboriamo strettamente anche con le aziende leader di mercato che si impegnano a investire nelle startup selezionate insieme a Digital Magics. Abbiamo investito in 8 nuove startup per un totale di 1,1 milione di euro, di cui 6 provenienti proprio dal programma di accelerazione sul FinTech e InsurTech», aveva preseguito il ceo.

«Il terzo driver è l'Open Innovation: innovare i processi, prodotti e servizi delle imprese, grazie alle tecnologie esterne delle startup. I ricavi derivanti dai programmi di Open Innovation sono più che raddoppiati grazie al maggior numero di aziende coinvolte, nonchè al valore medio dei contratti. Concluderemo anche i 10 programmi che abbiamo in corso con importanti imprese come Terna, Electrolux, Poste Italiane, Moleskine, La Settimana Enigmistica».

Per quanto riguarda le attese sul secondo semestre, Digital Magics ha previsto che i risultati a fine 2018 siano molto migliori di quelli dello scorso anno, grazie al piano strategico che vede nell'Open Innovation e nei programmi di accelerazione due driver molto importanti e grazie ai partner con cui è stato costruito l'hub del Digital Made in Italy: Tamburi Investment Partners, Talent Garden a cui si sono aggiunti Innogest, Withfounders, Universita' Telematica Pegaso, Universitas Mercatorum e iStarter.

«Non solo sono i nostri risultati a confermare questo trend, ma anche il mercato: l'Open Innovation è un fenomeno in crescita in Italia e in tutto il mondo e registriamo un interesse sempre più forte da parte delle imprese italiane e anche delle multinazionali verso le startup e l'innovazione,» aveva detto Gay.

L'incubatore è impegnato a  rafforzare l'attivita' di investimento e di valorizzazione delle migliori startup innovative italiane, focalizzandoci in modo particolare sui settori dell'Intelligenza Artificiale e dell'Impresa 4.0, diventati trasversali e fondamentali per tutto il mercato digitale a livello mondiale e non solo. 

Quanto ai programmi di accelerazione in corso, è stato recentemente concluso Magic Wand - the FinTech and InsurTech Excellence Accelerator, il primo programma di accelerazione rivolto alle startup della finanza e delle assicurazioni, in partnership con dieci primari operatori del mercato (BNL Gruppo BNP Paribas, Credito Valtellinese, Ersel Investimenti, Innovation Center del Gruppo Intesa Sanpaolo, Innogest, Poste Italiane, SellaLab, SisalPay, Societa' Reale Mutua di Assicurazioni e UBI Banca).

«La qualita' delle 6 startup vincitrici ci ha convinto a investire su di loro e sono entrate a far parte tutte e 6 del nostro portafoglio,» ha spiegato Gay.

Un secondo programma 2018 ancora in corso è FoodForward: il primo acceleratore corporate per il FoodTech lanciato da Deloitte in partnership con Amadori, Cereal Docks, Gruppo Finiper, Innogest, Digital Magics, Seeds&Chips e Federalimentare Giovani. 

 



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