Digital Value porta sul listino la leadership nei servizi It per grandi clienti

La società guidata da Massimo Rossi e Carlo Brigada, che hanno fuso in un unico brand le attività a Roma e Milano che hanno portato al successo, sviluppa un fatturato di 259 milioni con quansi 20 milioni di ebitda. È arrivata in borsa grazie al sistema Spac in Cloud lanciato da Borsa Italiana per il segmento elite. Buone le prospettive di crescita e redditività

di Pier Paolo Albricci



Digital Value porta sul listino la leadership nei servizi It per grandi clienti
Massimo Rossi e Carlo Brigada, maggiori azionisti e responsabili operativi di Digital value che ha esordito ieri in borsa

 

Dopo il debutto, ieri, con un aumento del 7% a 10,7 euro, sul prezzo di ipo, Digital Value oggi non viene trattata e rimane al palo, insieme al warrant. Resta tuttavia l'interesse per questa matricola, che arriva sul listino con alcune caratteristiche peculiari.

Innazitutto le dimensioni: Digital Value, attiva nell'information technology, nata dall’unione della romana Italware e della milanese Itd Solutions, è uno dei maggiori player di It solution e system integrator del mercato italiano, con un fatturato 2017 di 259 milioni, un ebitda di 19,6 milioni e un utile netto di 10,8 milioni. Si colloca quindi tra le maggiori capitalizzazioni del listino Aim e tra le maggiori società di servizi di tecnologia avanzata.

Particolare è stata anche laformula scelta per la quotazione. È infatti la prima ipo frutto del modello Spac-in-Cloud di Borsa Italiana, che consiste sostanzialmente in una piattaforma online 8Elite Club Deal) sulla quale investitori professionali o altre aziende del circuito Elite possono sottoscrivere azioni o tranche di debito.

L’obiettivo è facilitare, grazie all’utilizzo della tecnologia digitale e  sulla base di un’informativa societaria in formato standard, il processo di investimento.

Da un punto di vista operativo, il modello Elite Spac in Cloud, prevede che la società quotanda e i promotori negozino i termini e le condizioni di investimento insieme a un investitore di punta (cornerstone investor) che sottoscriva almeno il 20% dell’offerta totale, successivamente aperta a follow-on investor. 

L’operazione diventa efficace al momento dell’ammissione a quotazione in Borsa della società target.

Digital Value ha raccolto 22,5 milioni di euro dagli investitori, pari al 25% del capitale,utilizzando la piattaforma online sulla base dell'offerta messa a punto da Electa Ventures in cui il cornerstone investor era Ipo Club, un fondo chiuso del gruppo Azimut, specializzato nella gestiore di risparmio, dedicato a investimenti in pre-ipo, lanciato nel 2017 per iniziativa di Azimut Libera Impresa sgr con la stessa Electa.

Insieme a Ipo Club hanno investito in Digital Value anche privati che hanno aderito al collocamento tramite Cfo sim, global coordinator che è anche nomad e specialist.

Presidente di Digital Value e socio di riferimento è Massimo Rossi (fondatore di Italware), mentre vicepresidente esecutivo è Carlo Brigada (presidente di Itd Solutions, azionista paritetico al 50% con il ceo Riccardo Benedini, figlio di Benito). 

Gli imprenditori e i soci industriali di Digital Value hanno convogliato le loro partecipazioni in un unico veicolo, DV Holding, che detiene circa il 75% del capitale di Digital Value. Parte delle azioni sono price adjustment shares, cioè azioni che, nel caso in l’azienda non riesca a raggiungere obiettivi di performance prefissati, saranno in tutto o in parte annullate determinando, quindi, una riduzione del numero di azioni della società detenute dai soci fondatori.

Gli obiettivi che Digital Value si impegna a raggiungere sono un ebitda di 22,6 milioni nel 2018 e di 25,6 milioni nel 2019 e un miglioramento della posizione finanziaria netta che a fine 2018 dovrà essere positiva per 15 milioni e nel 2019 per 21 milioni, partendo da 1.8 milioni di rosso nel 2017.

A vantaggio degli investitori c’è poi il fatto che alle azioni ordinarie sono stati associati dei warrant che danno diritto a sottoscrivere azioni di compendio condizionatamente al raggiungimento di un prezzo medio mensile di mercato delle azioni Digital Value di 13,3. 

Il turnover di Digital value ha avuto negli ultimi 5 anni uno sviluppo eccezionale, conuna crescita annua del 25%, che hanno portatoil fatturato da 107 milioni nel 2013 ai 259 del 2017.

Massimo Rossi, presidente e ceo, è stato responsabile degli acquisti di un consorzio costituito tra le società Alenia S.p.A., Otomelara S.p.A., Sma S.p.A., Elettronica S.p.A., e successivmente, nello stesso ruolo, per Sistemica S.p.A., specializzata in sistemi di controllo e sicurezza in ambiente civile.

Nel 1988 ha fondato Italware, che ha guodato alla specializzazione nella offerta di soluzioni per il segmento large account, grazie a cui la crescita di ricavi, redditività operativa e quote di mercato sono sempre state in crescita.

Carlo Brigada ha fondato nel 1986 ITD (International Trading Device) che rivendeva in Italia componenti tecnologici importati principalmente dagli Stati Uniti.

Dal 2009 al 2012 ha svolto, parallelamente, anche un’attività di Executive Senior Consultants presso la  Bentley Systems, società statunitense di software per la progettazione e la gestione di infrastrutture, contribuendo ad un incremento sia del portafoglio clienti sia dei ricavi.

Nel 2012, ha rilevato il ramo di azienda Tecnomind dal Gruppo Benedini, portando i ricavi da 13 ad 83 milioni di euro in 5 esercizi e i dipendenti da 20 a 200.



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