Economia, minibond da coltivare

La politica si interroga ora sulle soluzioni piu' adatte a formare quel mercato a misura di pmi richiesto dall'analisi.

di MF Aim News30/08/2021 14:00



Economia, minibond da coltivare

Ammonta a oltre 100 miliardi di euro il potenziale di raccolta dei minibond e basketbond pronto a sostenere le piccole e medie imprese italiane. A fare la stima, come riportato da MF-Milano Finanza lo scorso 18 agosto, e' l'ultimo studio congiunto di Cdp, Politecnico di Milano e Orrik. La politica si interroga ora sulle soluzioni piu' adatte a formare quel mercato a misura di pmi richiesto dall'analisi. "I minibond sono utili, anche e soprattutto per avvicinare le aziende al mondo finanziario in vista di eventuali future Ipo, costituendosi come un primo passo per una maggiore e piu' sofisticata apertura del capitale finalizzata alla crescita e allo sviluppo", sottolinea Giulio Centemero (Lega). Puo' inoltre coinvolgere l'ingente risparmio degli italiani. Affinche' cio' avvenga serve pero' prima semplificare le procedure, "al momento talmente complicate da far salire i costi del 1/1,5% annuo". Altre soluzioni di crescita, aggiunge, passano da incentivi fiscali e da un maggiore coinvolgimento degli istituzionali "riservando una percentuale anche piccola dei propri portafogli ai titoli delle pmi e partecipando alle operazioni di basket bond che consentono di diversificare il rischio".

Anche sezioni speciali del Mts o dell'Aim potrebbero essere utili a incrementare il mercato. Liberare verso l'economia reale parte dei 1.700 miliardi di risparmio fermi nei conti correnti, cosi' che diventino complementari ai 191,5 miliardi del Recovery, e' anche alla base delle proposte del senatore Andrea de Bertoldi di Fratelli d'Italia. "Un primo passo da fare e' dare forma a incentivi fiscali che permettano di non lasciare il risparmio parcheggiato nei conti correnti, ma favoriscano al contrario flussi verso le pmi con investimenti vincolati a medio termine", spiega il capogruppo FdI in commissione Banche. In parallelo, "c'e' la necessita' di permettere lo sviluppo di un mercato secondario dove quotare obbligazioni riservate a operatori istituzioni e specializzati. Serve quindi la presenza di Sgr professionali che conoscano l'economia reale, e magari nell'ottica Recovery Plan credano nell'alternativo green (ESG), cosi' da dare forma a un mercato pensato non per le grandi realta', ma per le aziende che fatturano da 10 a 100 milioni, perche' questi sono gli ordini di grandezza della pmi italiane, colonna portante del nostro tessuto imprenditoriale".

Anche Sestino Giacomoni, presidente della commissione di Vigilanza su Cdp, parla di risorse fornite dal mercato da affiancare ai finanziamenti del Recovery. In tal senso "Borsa italiana dovra' diventare una infrastruttura in grado di veicolare in modo efficace ed efficiente dette risorse. Per creare ricchezza e posti di lavoro, il principale risultato che dovra' necessariamente conseguire nei prossimi anni sara' quello di aumentare significativamente il numero delle quotate e la capitalizzazione complessiva del nostro listino domestico", ricorrendo a soluzioni di natura regolamentare e fiscale. Ma il conseguimento di questi obiettivi "non puo' essere affidato alla sola Borsa". Servira' una rivisitazione del ruolo degli attori e degli strumenti, tra cui i basketbond e minibond.

"Questi ultimi, oltre a consentire l'accesso al mercato del credito a soggetti tradizionalmente esclusi dalla intermediazione mobiliare, possono effettivamente rappresentare per il risparmiatore una ulteriore asset class di investimento all'interno del fixed income con una significativa possibilita' di diversificazione", sottolinea il deputato di Forza Italia, "il successo e' condizionato alla predisposizione di un contesto specifico di mercato, in grado di rispondere alle specifiche caratteristiche ed esigenze di liquidita', liquidabilita' e negoziabilita'. In tal senso, e' necessario l'auspicato concorso di tutti gli operatori per individuare e anticipare eventuali distorsioni che con il tempo determinerebbero il fallimento o la disaffezione dallo strumento, con il definitivo allontanamento dal mercato delle aziende di dimensioni minime".



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