Equita punta ancora sul private debt e ad aumentare la marginalità sui ricavi

L'investment bank guidata da Francesco Perilli e Andrea Vismara ha sottoscritto 10 milioni di obbligazioni di Pibiplast attiva nel packaging in plastica per il settore della cosmetica, azienda da 58 milioni di fatturato. Ma nonostante il buon andamento della gestione il titolo langue intorno al prezzo di prima quotazione. Il passaggio all'Mta potrebbe migliorare la situazione

di Pier Paolo Albricci



Equita punta ancora sul private debt e ad aumentare la marginalità sui ricavi
Francesco Perilli, presidente di Equita

Equita, l'investment bank indipendente guidata da Francesco Perilli e Andrea Vismara,ha realizzato un altro investimento, il sesto, attravreso il suo fondo di private debt nella società Pibiplast, leader da 60 anni nella progettazione e produzione di packaging primario in plastica per i settori cosmetico e del personal care.

Il Equita Private Debt Fund, guidato da Paolo Pendenza, ha affiancato L Catterton ed Ambienta nell'acquisizione di Pibiplast, sottoscrivendo per intero un prestito obbligazionario subordinato di 10 milioni emesso dal veicolo d'investimento controllato dagli stessi fondi di private equity.

Pibiplast, fondata nel 1954 da Paolo Bosi, vanta una base clienti diversificata e fidelizzata che include alcuni tra i brand ed i filler più di alto profilo presenti sul mercato. Negli anni Pibiplast ha conquistato una posizione di leadership sul mercato grazie al livello di servizio offerto, alla sua flessibilità produttiva ed alla capacita' di personalizzazione dei prodotti.

La società, basata a Correggio (RE), vanta un fatturato annuo di circa 58 milioni, quattro siti produttivi ed una struttura logistica particolarmente efficiente; l'impianto di Correggio e' stato recentemente ampliato con nuove linee dedicate alla decorazione ed al trattamento di metallizzazione dei prodotti.

Con l'operazione, i fondi L Catterton ed Ambienta si affiancano alla famiglia Bosi con l'obiettivo di proseguire il percorso di internazionalizzazione della societa' e creare un fornitore e partner a valore aggiunto ancora piu' elevato per le aziende e le multinazionali operanti nei settori della cosmetica e dello skincare.

Nel contesto dell'operazione di acquisizione, Equita ha inoltre agito in qualità di financial advisor di L Catterton e di Ambienta. Equita è stata assistita, per la parte legale, dagli avvocati Marina Balzano e Giulio Asquini dello Studio Pavia e Ansaldo.

Il titolo di Equita, quotato dal novembre scorso, quando ha esordito sul listino a 2,9 euro, è oggi in leggero regresso a 2,9 euro. Equita ha in programma di passare all'Mta entro quest'anno.

Nel 2017 i risultati della gestione hanno segnato un progresso a doppia cifra per i ricavi, 53,9 milioni, in crescita dell’11,1% rispetto al 2016, ma soprattutto dell'utile netto (+25%) che sale a 11 milioni di euro, spingendo il roe (return on equity) a al 27%. 

Su questa base è stato pagato agli azionisti un dividendo di 0,22 euro per azione, con un pay out ratio del 90% circa, che corrisponde ad un dividend yield del 7,2%, tra i più alti del mercato azionario italiano.

Mediobanca Securities ha stabilito un obiettivo di prezzo a 3,35 euro, segnalando che la generosa dividend policy insieme ad un attraente profilo di crescita rendono Equita un investimento interessante, il cui maggior profilo di rischio dipende dalla volatilita' dei ricavi futuri. 

Il core business del gruppo, il brokeraggio di azioni, nel 2017 ha registrato una contrazione, in termini di ricavi del 15% a 20,8 milioni di euro, comunque inferiore, ha sottolineato il management, alle attese negativamente influenzate  dall’introduzione della MiFID 2 e in parte dai bassi livelli di volatilità del mercato italiano.

Sono invece cresciute tutte le altre voci dei business della banca gestita da Perilli insieme a Vismara, capo della parte investment banking. 

Il proprietary trading, al netto delle commissioni passive e degli interessi, ha registrato ricavi in crescita di quasi il 60% a 9,7 milioni di euro,  mentre sul business investment banking la crescita (27%) è stata più contenuta, ma comunque rilevante, spingendo i ricavi a 20 milioni, grazie soprattutto all’incremento del numero e del controvalore delle operazioni di finanza straordinaria realizzate d nel 2017, per effetto del recente ampliamento della gamma dei servizi offerti e del team di professionisti dedicati, nonché per il positivo andamento dei mercati finanziari.



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