Fabio Arpe porterà in borsa, entro giugno, gli strass di Ramponi

L'azienda di Como, che produce accessori per le case di moda, ha registrato un forte aumento di fatturato negli ultimi 4 anni, raggiungendo 20 milioni di ricavi con un ebitda margin del 20%. Tra i clienti le grandi maison, da Ventino ad Armani, da Gucci a Prada a Vuitton

di Pier Paolo Albricci



Fabio Arpe porterà in borsa, entro giugno, gli strass di Ramponi
Fabio Arpe, ceo di Arpe Group

La Ramponi Stones and Strass di Carbonate, secondo quanto raccolto da Mf-Dowjones, sbarchera' su AIM Italia entro il 2018 con il supporto di Fabio Arpe e la sua merchant bank dedicata alle Pmi, Arpe Group.

La societa' e' stata fondata nel 1988 da Alfredo Ramponi (ex nuotatore professionista) che, grazie alla passione per la mineralogia e gemmologia ha trasformato l'azienda di famiglia - che fino ad allora aveva operato nell'accessoristica per hi.fi - nella produzione di pietre e cristalli sintetici per gli accessori moda.

Il gruppo ha chiuso il 2016 con 20 milioni di ricavi e un Ebitda del 20% (circa 100 i dipendenti).

Nel 2006 la societa' ha brevettato il "taglio Ramponi", mentre nel 2005 ha diversificato anche nella borchia di plastica (di cui e' leader mondiale) e oggi Ramponi serve tutte le maggiori griffe: Valentino, Chamel, Fendi, Vuitton, Louboutin, Prada, Gucci, Armani, Stella McCartney e altri ancora. Ha una collaborazione produttiva con Swarovski.

«Questa è una tappa che affrontiamo con entusiasmo. Una svolta per la nostra azienda che è cresciuta tanto e ha bisogno di una governance in questa direzione, anche per i nuovi mercati»ha commentato Alice Ova, avvocato, che si occupa degli affari legali dell'azienda di Como. 

La crescita del fatturato è stata rilevante, in particolare dal 2013,  quando la Ramponi Stones and Strass ha realizzato un nuovo reparto applicazioni, di 400 metri quadrati. L’anno successivo, l'espansione è continuata con due nuove aree di business con la lavorazione laser e un’ulteriore area produttiva: in tutto la superficie dedicata proprio alla produzione è cresciuta a 2.800 metri quadrati.

Nel 2016, grazie all'acquisto di un capannone di 1.400 metri quadrati e la velocizzazione dei tempi di commessa, con sei linee di produzione robotizzata, ha preso corpo anche l'espansione sui mercato internazionali, in Europa e in Giappone. 

L'azienda investe tra i 5% e il 10% di fatturato in ricerca.



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