Forbici e coltelli, un modello per l’export

A Premana, provincia di Lecco, in Lombardia, si fabbricano questi utensili per tutto il mondo, grazie anche a un sistema di cooperazione che dovrebbe essere adottato a livello nazionale

di Elisa Padoan23/04/2021 16:07



Forbici e coltelli, un modello per l’export

Domanda: Vedete segnali di ripresa nel vostro ambito?
Risposta: Abbiamo avuto la possibilità di recuperare nel secondo semestre dell’anno scorso, con un incremento importante di vendite. Noi abbiamo la fortuna storica di essere un punto di riferimento come consorzio e distretto produttivo delle forbici e degli articoli da taglio. In Italia ne esiste uno analogo a Pordenone, e poi in Europa c’è solo Solingen, 40 chilometri da Colonia, in Germania. Il fatto di essere solo due poli produttivi in Europa ci ha favorito.

D. Qualche numero sul 2020?
R. In termini di fatturato complessivo conglomerato credo che il distretto abbia chiuso l’anno scorso con 3% in meno di fatturato rispetto al 2019, che è stato un anno record, grazie soprattutto alla qualità dell’innovazione e alla specificità del made in Italy e del made in Europe. Siamo anche stati favoriti dal fatto che le importazioni dal sud est asiatico dei prodotti destinati al mass-market sono state rallentate dalle difficoltà di trasporto dovute alla pandemia.

D. Avete delle richieste specifiche da rivolgere al governo per il vostro settore?
R. Al di là della specificità del distretto di Premana, l’ambizione è di rappresentare al meglio il modello consortile. Un esempio è il progetto che abbiamo fatto del marchio territoriale di qualità con Camera di Commercio Como Lecco, che protegge e qualifica il nostro prodotto. Penso che questo modello debba essere rivalutato e quindi il governo ne tenga conto nelle misure importanti che sta decidendo in questi mesi. Il legame tra il territorio e il tessuto produttivo delle piccole delle piccole e piccolissime imprese in molte specialità merceologiche, penso all’agroalimentare e al tessile, è un valore da salvaguardare anche con provvedimenti economici.

D. Avete dei suggerimenti in merito?
R. Noi siamo il classico Consorzio per l’internazionalizzazione quindi anche in termini di forme giuridiche consociativa non è che bisogna inventare chissà che cosa, meta-distretti piuttosto che contratti di rete. La nostra organizzazione è semplice, fondata su una società consortile a responsabilità limitata che per prima cosa ha fatto e fa la commerciale pura. Se il singolo artigiano socio non riesce ad andare alla fi era di Colonia o di Francoforte o negli Stati Uniti delega Premax, secondo statuti e regolamenti commerciali ben defi niti, alla vendita dei suoi prodotti. Quindi nella prima fase Premax è stata hub commerciale, poi hub di marketing e ora anche hub fi nanziario in modo tale da raccogliere al nostro interno capacità fi nanziaria per investire in commercio di nuovi prodotti, innovazione, design, brevetti.

D. Progetti?
R. Stiamo lavorando sulla costituzione di una Federazione internazionale dei produttori di coltelli e forbici per fare massa critica a Bruxelles e varare delle protezioni rispetto alle importazioni dal sud est asiatico.

D. Come mai si è concentrata questa produzione specialistica in questa valle?
R. Questo distretto è nato qui in fondo a una valle a 50 chilometri a nord di Lecco dove finisce fisicamente la strada a mille metri di altitudine, 2300 abitanti, perché fino alla fine del 1800 a mezza montagna tra i 1300 e i 1600 metri di quota c’erano fisicamente le miniere da dove si estraeva il ferro.
Nel locale Museo della forbice e dei coltelli ci sono i documenti relativi alla Repubblica Veneta piuttosto che ai primi del 1900 che certificano e testimoniano la presenza dei fabbri, dei produttori e dei loro articoli prima dal servizio dell’agricoltura, e poi con la specializzazione sulle lame taglienti. In sostanza c’è stato un forte radicamento storico nella capacità di lavorare acciaio e metallo che oggi deve essere proiettata nel futuro.



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