Gli ingranaggi di Metalcastello tirano il fatturato e l'esportazione

L'obiettivo dell'azienda di Castel di Casio è di arrivare a 60 milioni di ricavi entro quest'anno, con una crescita vicina al 20%, mentre le esportazioni salgono oltre l'83% del fatturato. Con 40 nuove assunzioni entro l'anno e la costruzione di una nuova fabbrica in tempi brevi, l'azienda punta al modello Industria 4.0

di Stefano Catellani03/05/2018 16:21



Gli ingranaggi di Metalcastello tirano il fatturato e l'esportazione
Stefano Scutigliani, ceo di Matalcastello

 

Il mondo delle trasmissioni meccaniche nell’era della fabbrica digitale è il terreno di sfida di Metalcastello, attiva da 65 anni sull’appennino bolognese, a Castel di Casio, dove è riconosciuta una delle fabbriche modello.

La sua specialità sono gli ingranaggi di precisione per trasmissioni meccaniche applicati in molteplici attività, macchine movimento terra, trattori agricoli, veicoli industriali ma anche applicazioni navali “a difetti zero”, come esigono grandi clienti come Caterpillar.

Dalla fine del 2014 la Metalcastello è parte del gruppo Industriale spagnolo, CIE Automotive, che sviluppa un fatturato di 3,7 miliardi di euro con presenze produttive in Nord America, Sud America, Europa ed Asia, ma ha una solida  indipendenza gestionale, con alla testa Stefano Scutigliani, il ceo.

Nel 2017 ha raggiunto un giro di affari di oltre 51 milioni, in crescita del 9% rispetto all’ esercizio precedente, con un utile netto di 4,3 milioni. «Risultati record a conferma del costante miglioramento rilevato negli ultimi tre anni. Positive anche le previsioni per l'esercizio 2018 che, se confermate, costituirebbero il quarto risultato record consecutivo,» ha spiegato Scutigliani che prevede di chiudere l’esercizio a 60 milioni di ricavi.

In crescita è la quota di fatturato realizzata all’estero che si attesta all’83%, ma crescerà ancora.

I dipendenti sono 260 ma entro la fine sono in programma almeno 40 assunzioni, perché la ricerca di talenti per la meccanica avanzata è continua. Il settore automotive impone, infatti,  step qualitativi e tecnologici di alto livello che richiedono investimenti consistenti in macchine e impianti, ma nel team Metalcastello  gli asset che contano sono anche la propensione all’innovazione e al lavoro in partnership con i clienti, un vero asset che è impossibile comperare.

 «Il filo che unisce le tappe di crescita in Metalcastello sono le persone. Abbiamo storicamente un turnover molto basso e graduale che lascia il tempo alla conoscenza di essere trasmessa ma neanche questa ricetta funziona se non si rafforza anche il legame con il territorio,» ha spiegato a Mf Scutigliani. «Abbiamo persone che vivono qui, che conoscono le persone con cui lavorano, che amano ciò che fanno, ci mettono passione, con un attaccamento alla maglia che gli fa rifiutare altre offerte».

«Il segreto del nostro successo è un’etica del business che si fonda su valori profondamente radicati nelle tre generazioni di donne e uomini che si sono succeduti nell’arco di questi 65 anni e che ci hanno permesso di emergere in un mercato globale fortemente competitivo,» è l’opinione del manager.

Metalcastello ha in programma la costruzione di uno stabilimento ex-novo, dedicato alla componentistica per il settore auto e moto. «D’altronde il primissimo prodotto che uscì da questa fabbrica era una moto: si chiamava Siluro», ha concluso Scutigliani.

 

 

 



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