InRail cresce puntando sull'estero e guarda ai traffici verso l'est Europa

La società genovese diretta da Guido Porta, che è anche l'azionista di maggioranza, opera nel settore cargo in tutto il Nord, Centro e parte del Sud Italia con servizi per materie prime, rottami ferrosi, prodotti siderurgici, prodotti chimici, cereali, legname, auto e merci Rid sia gas che liquidi. Quest'anno punta a un fatturato vicino a 40 milioni e guarda alla borsa

di Stefano Catellani



InRail cresce puntando sull'estero e guarda ai traffici verso l'est Europa
Guido Porta, ceo di InRail (a destra) con Riccardo Riccardi, vicepresidente Regione Friuli Venezia Giulia

 

In dicembre l’ingresso nel programma Elite di Borsa Italiana, poi nel giro di pochi mesi la prima acquisizione. Ma per la genovese InRail la marcia accelerata verso la crescita è solo all’inizio.

Nata nel 2009 punta entro il 2018 a un incremento delle attività di circa il 15% con il raggiungimento di circa 1,4 milioni di treni/km. InRail ha come obiettivi quello di diversificare la tipologia di merci trasportate e rafforzare le connessioni con l’estero, in particolare con l’Austria e la Slovenia.

InRail è l’unica impresa ferroviaria privata italiana autorizzata al transito attraverso il valico di frontiera sloveno di Nova Gorica. L’obiettivo fissato con l’ingresso in Elite, grazie alla Lounge gruppo Banco Bpm-Banca Akros, dal team guidato da Guido Porta, presidente e ceo, è l’avvicinamento ai mercati di capitali per sostenere i piani di sviluppo.

La prima mossa è stata l’acquisizione da Ferservizi dell’Officina Manutenzione Rotabili di Udine. Si tratta di investimento che supera i 2 milioni di euro, comprensivi dei costi di ristrutturazione necessari per la riattivazione dell’impianto. L’area acquisita ha una superficie di circa 17 mila metri quadrati di cui circa 5 mila metri quadrati coperti, e darà all’azienda la possibilità di intervenire contemporaneamente su 16 locomotive risultando l’officina privata più grande tra quelle che operano nel settore ferroviario italiano.

È la terza officina in dote a InRail, dopo quella presente nel Porto di Genova (MaReSer) e ad Arquata Scrivia (Oda). Sono previsti inserimenti di personale ad alta specializzazione fino ad una ventina di addetti nell’arco di tre anni.

InRail ha da poco acquisito anche tre nuove locomotive elettriche di ultima generazione Siemens Vectron, per un investimento complessivo di 10,4 milioni di euro che porta a 14 unità la flotta di locomotive elettriche da trazione e risponde alla scelta di diversificare il materiale rotabile in base ai diversi contesti operativi in cui l’impresa ligure opera.

Con circa 130 addetti la società genovese effettua regolarmente i servizi merci su numerose tratte che da Tarvisio Boscoverde, Villa Opicina e Nova Gorica (Slovenia) vanno a Udine, Osoppo, San Giorgio di Nogaro, Piacenza, Cava Tigozzi (Cremona), Portogruaro (Venezia), Cava Manara (Pavia), Poggio Rusco (Mantova) e San Pietro in Gù (Vicenza) con una media attuale di circa 150 treni operati a settimana.

InRail opera nel settore cargo in tutto il Nord, Centro e parte del Sud Italia con servizi per materie prime, rottami ferrosi, prodotti siderurgici, prodotti chimici, cereali, legname, auto e merci Rid sia gas che liquidi. InRail oltre che a Genova ha sedi a Udine e Nova Gorica ha visto salire il fatturato da 27 milioni nel 2016 a 32 milioni nel 2017 (in aumento di oltre il 20% sul 2016) e per il 2018 le previsioni sono orientate al consolidamento del trend di crescita.

Il capitale sociale di InRail è ripartito tra Tenor (63%), che fa capo a Porta, e Inter-Rail (37%). InRail inoltre è parte di una rete di aziende affiliate attive nella logistica ferroviaria che oggi riunisce 16 società distinte e conta 317 dipendenti per un volume d’affari complessivo di oltre 50 milioni di euro.



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