L’Italia prova a forzare con l’Europa sui fondi Eltif

Avviata un’interlocuzione informale con la Ue. Il governo teme l’emergere di aspetti problematici e un no di Bruxelles

di Andrea Pira14/02/2020 02:00




L’Italia prova a forzare in Europa per ricevere il via libera alla defiscalizzazione degli Eltif. Meglio: è impegnata in una sorta di moral suasion per non incorrere in un no della Commissione Europea alle agevolazioni previste per questi strumenti dedicati agli investimenti in economia reale e che potrebbero essere considerate alla stregua di aiuti di Stato a favore delle aziende nazionali. Condizione per l’azzeramento della tassazione al 26% sul capita gain è infatti l’investimento esclusivo in pmi italiane non quotate o con una capitalizzazione massima di 500 milioni e dotate di un patrimonio non superiore a 200 milioni di euro l’anno.

Sollecitato da un’interrogazione dal capogruppo leghista in commissione Finanze alla Camera Giulio Centemero, il ministero dell’Economia ha dato una spiegazione dei ritardi del decreto attuativo per definire i contorni della detassazione per i cosiddetti fondi europei a lungo termine (European Long Term Investment Fund, Eltif appunto) introdotta la scorsa primavera dal governo Lega-5Stelle tramite il primo decreto Crescita. «È stata segnalata l’improcrastinabilità di una riflessione sull’utilizzo di tale strumento mediante incentivi, tenuto conto altresì che il tema riguarda profili assai più ampi connessi alla tematica del finanziamento dell’economia reale», ha spiegato il sottosegretario Pier Paolo Baretta.

Dalla risposta emerge tuttavia come sia lo stesso governo a paventare intoppi, tanto da mettere le mani avanti e aprire un dialogo informale con Bruxelles «al fine di consentire una valutazione preliminare degli aspetti problematici che sarebbero emersi in sede di notifica formale pregiudicandone i possibili esiti». A detta dello stesso governo, infatti, benché l’esecutivo comunitario abbia annunciato l’introduzione degli Eltif, la misura «non sembra trovare base giuridica» né nel regolamento sugli aiuti di Stato esenti da notifica né sugli orientamenti per gli aiuti al capitale di rischio. Al momento quindi tutto è fermo in attesa che la riflessione in corso a Bruxelles trovi una soluzione e che si capisca se l’Italia possa ricevere l’autorizzazione necessaria.

Nell’attesa il decreto attuativo e il relativo iter di approvazione sono bloccati, anche se le disposizioni della norma si applicano «in via sperimentale» per gli investimenti effettuati nel 2020. Intanto all’interno del governo si ragione su possibili interventi. Ancora nulla è deciso, ma gli Eltif potrebbe rientrare all’interno del decreto Crescita bis annunciato dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli (riproduzione riservata)



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