Le Agenzie per il lavoro alla prova del rilancio

Muovono decine di migliaia di persone al mese per sostenere le necessità delle imprese anche in momenti difficili. E Rosario Rasizza, numero 1 del settore, vede già segnali di ripresa

di Elisa Padoan12/03/2021 11:53



Le Agenzie per il lavoro alla prova del rilancio

Domanda: Quale tipo di approccio state portando avanti in questa fase emergenziale e come cercate di aiutare le aziende con le vostre agenzie?
Risposta: Quello che noi osserviamo tutti i giorni con le nostre aziende iscritte all’associazione e con i nostri clienti è un’impresa italiana che ha reagito bene e dopo il primo maggio le cose sono ripartite e ora le aziende stanno continuando a correre per cercare di chiudere gli ordini o cercare comunque di restare a bordo con le loro attività. Riscontriamo sempre di più una capacità e una determinazione da parte soprattutto della piccola e media impresa di reagire.


D. In che modo dal vostro punto di vista?
R. Anche assumendo nuove figure professionali. La situazione ha accelerato il processo di digitalizzazione quindi ci sono molte sono richieste che riguardano l’informatica e di export manager per andare all’estero visto che le fiere non si possono più fare. Tutto è molto più faticoso ma penso che da
maggio ad oggi il settore e il nostro settore abbia reagito bene dando flessibilità a quei comparti che non hanno mai chiuso.


D. Per esempio?
R. La grande distribuzione che ha dovuto attrezzarsi per ricevere le telefonate della nostra spesa e gli autisti addetti alle consegne. E penso alle badanti con tutti i problemi di assistenza familiare che in questo momento sono cresciuti a dismisura.


D. Lo spiegamento di normativa in materia di lavoro che il governo ha messo in piedi fin dai primi decreti del primo look down per la protezione del lavoro è stata sufficiente? E che cosa prevede per quando scadrà il blocco dei licenziamenti?
R. Dobbiamo toglierci dalla testa che l’imprenditore non veda l’ora di licenziare i propri dipendenti cioè il capitale umano con cui far funzionare l’attività,
i dipendenti sono un asset anche se nel conto economico vengono considerati costi del lavoro.


D. Quindi?
R. Per evitare il peggio bisogna passare dalle politiche passive del lavoro alle politiche attive, ma commentare quello che hanno fatto i nostri ministri in questo periodo sarebbe un’ingiustizia nei loro confronti. Probabilmente si sono trovati a gestire qualcosa di complicato non avendo nessuna esperienza in merito.



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