Le ipo si avvicinano al retail

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di Elena Dal Maso13/01/2022 00:14



Le ipo si avvicinano al retail

Borsa Italiana ha appena pubblicato una guida di 12 pagine che estende il concetto di collocamento diretto al retail, gli investitori finali, dei bond (come fa il Mef con il Btp Futura) al settore azionario. La novità riguarda per ora il segmento principale, Mta (oggi Euronext Milan), ma se la novità prenderà piede, potrebbe essere estesa anche al settore delle piccole e medie imprese, Egm (ex Aim).

Che cosa cambia, nel concreto? Quando una società si quota, può chiedere al global coordinator di inserire nel prospetto informativo una differenziazione di comparti nella distribuzione al retail. Per esempio, una società può chiedere che un segmento sia dedicato ai dipendenti, uno ai distributori, uno ai clienti più affezionati al proprio marchio. Il prezzo di collocamento resta lo stesso per tutti, possono però esserci alcune differenze. Per esempio, in caso di riparto delle azioni per eccesso di richiesta, si può decidere fin da subito che i dipendenti avranno tutti i lotti che chiedono.

La novità importante è che ora il global coordinator potrà inserire questa differenziazione nella piattaforma di Borsa Italiana (Mit), dove oggi gli investitori finali possono per esempio comprare al collocamento il Btp Italia. E in questo modo può entrare direttamente in contatto con il pubblico finale che si è accreditato su Borsa. Sul fronte dell'intermediario, di solito una banca, quest'ultima ha la possibilità di poter allargare il proprio parterre di distribuzione a persone che non sono già clienti e per contro i singoli investitori possono aderire direttamente all'Ipo attraverso la piattaforma di Borsa. Non cambia in questo senso la legge quadro per le quotazioni, che fa riferimento al Testo Unico della Finanza.

Alberto Franceschini, presidente di Ambromobiliare, sottolinea che «il bookbuilding per i soggetti istituzionali continuerà ad essere fatto come oggi, mentre la tranche retail potrà essere gestita con la nuova funzionalità». Gli ordini verranno quindi immessi al prezzo di Ipo e poi eseguiti al valore di collocamento definito dal global coordinator. «Il riparto verrà gestito dalla piattaforma di Borsa in base ad una delle regole di riparto normalmente utilizzate su Mta. Però, poiché sui mercati regolamentati non ci può essere discrezionalità e le regole di riparto sono definite ex-ante nel prospetto informativo, la regola, una volta scelta, può essere efficacemente gestita da Borsa». Per esempio, in caso di sorteggio, «sarà un algoritmo di Borsa ad effettuarlo fra gli ordini», aggiunge Franceschini.

Alcune funzionalità che il presidente di Ambromobiliare considera interessanti riguardano il fatto che la piattaforma potrà gestire uno o più global coordinator (lato vendita), che «i global coordinator potranno far accedere all'ipo tutti gli aderenti di Borsa oppure anche solo un intermediario (questo per permettere operazioni riservate)». E il fatto che si potranno organizzare diverse tranche retail. Almeno per una prima fase il collocamento istituzionale continuerà ad essere gestito come adesso «perché Borsa sa bene che ci sono logiche di allocazione e definizione di book e prezzo che non possono essere automatizzate». L'intenzione, aggiunge poi Franceschini, è quella di «ampliare anche al segmento Egm le novità non appena si sarà fatta qualche operazione e analizzate eventuali migliorie da apportare». Per Franceschini questa novità «avvantaggerà i piccoli intermediari rispetto ai grandi collocatori». (riproduzione riservata)



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