Le Pmi innovative, come fare per farsi riconoscere | Gli sconti alle Pmi innovative

Con la certificazione di legge, chi investe in queste aziende gode di consistenti sconti fiscali che oggi sono cumulabili coni vantaggi offerti dai Pir per le persone fisiche e giuridiche . Ecco la tabella dei possibili sconti

di Pier Paolo Albricci16/05/2017 16:37




La certificazione di PMI Innovativa è conseguente alla Legge 24 marzo 2015 n. 33 di conversione del Decreto Legge 3/2015 («Investment Compact») che ha introdotto una nuova tipologia di impresa, la "Piccola Media Impresa Innovativa", attribuendole larga parte delle agevolazioni già assegnate alle start-up innovative dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (cd «Decreto Crescita 2.0»). La Legge di Stabilità ha introdotto alcune novità (rispetto a quanto previsto dal DL 3/2015 «Investment Compact») in tema di incentivi fiscali per le PMI Innovative:

• la durata delle agevolazioni diventa permanente;

• il periodo obbligatorio in cui mantenere l’investimento passa da 2 a 3 anni;

• la misura dell’agevolazione è unica e sale al 30%:

› persone fisiche: detrazione ai fini IRPEF del 30% della somma investita; l’investimento massimo detraibile in ciascun periodo d’imposta è pari a Euro 1 milione (corrispondente a una detrazione annua massima pari a Euro 300mila);

› persone giuridiche: deduzione ai fini IRES del 30% della somma investita; l’investimento massimo deducibile in ciascun periodo d’imposta pari a Euro 1,8 milioni (corrispondente a una deduzione annua massima pari a Euro 540mila).

 AIM Italia rappresenta l’unico mercato che, in quanto "non regolamentato", può ospitare PMI Innovative e offrire importanti agevolazioni fiscali agli investitori che, tra l’altro, sono cumulabili con il beneficio fiscale del PIR. Oggi le PMI Innovative quotate su AIM Italia sono ancora in numero limitato ma è auspicabile un ampliamento nei prossimi mesi; solo la divisione Compliance IR Top istituita nel gennaio 2017 sta affiancando un numero significativo di società AIM ai fini dell’ottenimento della qualifica di PMI Innovativa.

Questa agevolazione rende ancora più appetibili le Small Cap quotate su AIM Italia. Pertanto l’AIM Italia risulta il mercato azionario delle PMI sul quale, se le aziende quotate otterranno la qualifica di PMI Innovativa, potrà esserci il maggior impatto derivante dagli incentivi e dai PIR.

Ma chi ha diritto a chiedere la certificazione di impresa innovativa?


Il D.L. 3/2015 (“Investment Compact”) definisce le PMI Innovative come le PMI, ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE, società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, che possiedono i seguenti requisiti:


a. la residenza in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;

b. la certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili;

c. le loro azioni non sono quotate in un mercato regolamentato; 


d. l’assenza di iscrizione al registro speciale delle “Start Up Innovative” previsto dal decreto-legge
179/2012 e degli incubatori certificati;


e. almeno due dei seguenti requisiti:

1. volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione in misura uguale o superiore al 3 per cento della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione della PMI innovativa. Dal computo per le spese in ricerca, sviluppo e innovazione sono escluse le spese per l’acquisto e
per la locazione di beni immobili; nel computo sono incluse le spese per acquisto di tecnologie ad alto contenuto innovativo.

Sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca, sviluppo e innovazione: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del piano industriale; le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati; i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca, sviluppo e innovazione, inclusi soci ed amministratori; le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso;


2. impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al quinto della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in
possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;

3. titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi ad un programma per elaboratore
originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.



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