Masi Agricola: rallentano i ricavi ma cresce la marginalità

Secondo gli analisti di Twice Research la società continuerà a crescere fino al 2019 ma a un ritmo ridotto al 3% annuo, mentre l'ebitda margin dovrebbe salire da 24,1% a 27,7%. La stima del fair value delle azioni per il prossimo triennio è stata rivista al ribasso

di Giulio De Bosio28/06/2017 09:30



Masi Agricola: rallentano i ricavi ma cresce la marginalità
Le previsioni di fatturato ed ebitda per Masi Agricola

Gli analisti di Twice Research hanno rivisto le stime di crescita di Masi Agricola nel prossimo triennio, rispetto alle valutazioni fatte lo scorso ottobre , in conseguenza dei risultati evidenziati alla chiusura del bilancio annuale 2016 e ai risultati del primo trimestre del 2017.

Secondo le stime aggiornate il fair value delle azioni sarebbe pari a 4,5 euro per azione contro un prezzo attuale di mercato pari a 4,43 euro. La precedente stima prevedeva invece un fair value pari a 5,45 euro per azione.

Questo disallineamento tra le due stime è dovuto, in parte dai risultati alla chiusura dell’esercizio 2016, e in parte dai risultati relativi al primo trimestre del 2017.

Nel 2016 Masi Agricola ha chiuso l’anno registrando una crescita del 5% dei ricavi ma una frenata nella marginalità. L’ebitda è infatti diminuito del 5,3% rispetto al 2015, pur rimanendo su un ottimo livello (ebitda margin pari al 24,1%), per via principalmente dell’integrazione di Canevel, acquisita al 60% lo scorso settembre, che ha impattato negativamente il margine del conto economico.

Nel primo trimestre del 2017 invece, Masi ha registrato una contrazione del 9,4% dei ricavi rispetto al primo trimestre 2016 che aveva invece fatto segnare un’eccezionale crescita del 10%.

Le stime per il prossimo triennio prevedono ricavi in crescita del 3% annuo, che porteranno le vendite dagli attuali 63,9 milioni del 2016 fino a 69,5 milioni del 2019, accompagnati da un aumento della marginalità, che porterà l’ebitda margin da 24,1% al 27,7% nel 2019. Anche il risultato netto dovrebbe essere sempre positivo e crescere di circa il 12% annuo, portandosi da 6 milioni di euro fino a quota 8,6 milioni.

Il debito dovrebbe continuare a crescere facendo registrare una posizione finanziaria netta pari a 11,1 milioni di euro nel 2019, contro i 6,6 milioni registrati nel 2016.

Per quanto riguarda i multipli, gli analisti hanno stimato un EV/Sales (valore dell’azienda rapportato alle vendite) in leggera crescita costante anno su anno, che salirà da 2,2 a 2,5 nel 2019, un EV/EBITDA (valore dell’azienda rapportato al margine operativo lordo) in leggera diminuzione, che da 9,3 del 2016, raggiungerà 9.0 nel 2019, e un P/E (rapporto prezzo per azione su utile) che da 22,8 del 2016 perderà circa il 18% in tre anni, scendendo a quota 18,7.

Per il dividend yeld  è prevista,invece, una piccola contrazione dall’attuale 2,1% all’1,9% del 2019.

Il valore del titolo è previsto in crescita di circa il 19%, dai 4,22 euro per azione registrati a fine 2016 ai 5,03 euro stimati per il 2019, con conseguente aumento della market cap da 135,7 milioni di euro a fine 2016, a 161,7 milioni. Le stime sull’andamento del prezzo del titolo sono state riviste al ribasso dagli stessi analisti di Twice Research che ad ottobre 2016 stimavano che il titolo avrebbe raggiunto quota 5,84 euro a fine 2017 e sarebbe salito ancora fino a 6,16 nel 2018.

I principali punti di forza attribuiti a Masi Agricola sono:

-          Un ottimo posizionamento di mercato da parte della società;

-          Un marchio forte e conosciuto sia a livello nazionale che internazionale;

-          Elevati margini di profitto;

Questi elementi concorrono quindi a rendere l’azienda solida nel reagire alla variabilità dei fattori esogeni che caratterizzano il settore in cui la società opera.

Dall’altro lato invece, i principali fattori di rischio e punti di debolezza di Masi Agricola riguardano l’esposizione dei ricavi e della marginalità all’andamento dei tassi di cambio, all’andamento del prezzo dell’uva e alle particolari condizioni di mercato a livello regionale.

Masi Agricola è un’azienda vitivinicola radicata in Valpolicella Classica (provincia di Verona), che produce e distribuisce vini di pregio in sinergia con i valori del territorio delle Venezie. Ad oggi la società è leader nella produzione di Amarone, che rappresenta uno dei prodotti più apprezzati e diffusi all’estero.

Il gruppo infatti può contare su una forte e crescente vocazione internazionale, confermata dalla presenza in quasi 100 paesi, con una quota di esportazione che supera il 90% del fatturato complessivo.

A fine settembre dello scorso anno, Masi ha acquisito il 60% del gruppo Canevel spumanti, con sede in Valdobbiadene (Treviso), che produce e commercializza da quasi 30 anni, in Italia e numerosi Paesi esteri, vini spumanti premium e in particolare Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, con un fatturato di 4,2 milioni di euro e una produzione di 800 mila bottiglie. Il controvalore dell’operazione è stato di circa 7 milioni di euro, pagati per cassa.

L’approdo all’AIM è avvenuto il 30 giugno 2015 con un prezzo di ipo fissato a 4,60 euro per azione.

L’azionista di maggioranza del gruppo è  la famiglia Boscaini che detiene una quota del 73,5%, suddivisa pariteticamente tra il presidente e ceo della società, Sandro Boscaini, e i fratelli Bruno e Mario (24,5% ciascuno), mentre Bacco SpA detiene il 6% e il mercato il restante 20,5% del capitale.



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