Per Bio-on si fa avanti Maip, dal gruppo piemontese offerta da 17 milioni rispetto ai 13 della base d'asta

Scelta la strada del concordato, che è più complessa e onerosa dell'asta fallimentare ma consentirà un percorso industriale più sicuro. La palla adesso passa ai curatori, poi ai creditori chirografari | Deserta la sesta asta Bio-on, ma c'è chi vorrebbe rilevare gli impianti

di Nicola Carosielli16/09/2022 00:14



Per Bio-on si fa avanti Maip, dal gruppo piemontese offerta da 17 milioni rispetto ai 13 della base d'asta

Il futuro di Bio-on potrebbe prendere una piega diversa da quanto ipotizzato finora. Ieri è stata nuovamente sospesa la procedura di vendita all'asta del gruppo produttore di bioplastica a base di poliesteri biodegradabili ad alte prestazioni (Pha) fallito nel 2019. Il motivo? Si sarebbe fatto avanti un gruppo deciso a rilevare gli asset della società. Si tratta del gruppo piemontese Maip che avrebbe presentato una proposta di concordato fallimentare ai curatori, mettendo sul piatto circa 17 milioni di euro, quindi più dei 13,4 milioni dell'ultima base d'asta.

Il gruppo con sede a Settimo Torinese dovrebbe rilevare gli asset delle società Bio-on e Bio-on Plants, che comprendono l'impianto produttivo per bioplastica Pha di Castel San Pietro Terme (Bologna), oltre a laboratori e magazzini, portafoglio brevetti, partecipazioni azionarie e beni mobili. La società bolognese era fallita a fine 2019 in seguito a un'indagine sull'operato dei vertici aziendali partita dalla pubblicazione di un report da parte del fondo statunitense Quintessential Capital Management - Qcm. Una vicenda che, recentemente, ha visto nove dei dieci imputati per il fallimento della società rinviati a giudizio a vario titolo per bancarotta fraudolenta impropria e distrazione (la prima udienza è stata fissata il 18 novembre).

La proposta di concordato fallimentare, corredata da due fidejussioni, sarà esaminata dai curatori Luca Mandrioli e Antonio Gaiani e poi sarà votata dai creditori chirografari. Se passerà entrambi gli step sarà quindi omologata dal Tribunale di Bologna. L'iter è più complesso rispetto alla partecipazione a un'asta fallimentare che non richiede il vaglio dei creditori. Il fallimento ha lasciato a mani vuote migliaia di creditori e azionisti che avevano dato fiducia all'azienda, che in borsa (nell'ex Aim, ora Egm) era arrivata a capitalizzare ben un miliardo di euro.

Il passo avanti di Maip rappresenta un sospiro di sollievo per i lavoratori e le sigle sindacali. Soprattutto dopo ben sette tentativi di asta indetti e sempre andati a vuoto e che avevano visto inizialmente la base d'asta partire da 95 milioni di euro (a maggio scorso) per poi scendere fino ai poco più di 13 milioni dell'asta di mercoledì. Intanto i lavoratori hanno continuato a ridursi, passando da 100 ai 20 di oggi. Parole di speranza sono arrivate anche da Vittorio Caleffi della Uil: «Si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel; lo strumento del concordato è articolato ma consente di gettare le basi per ripartire con un progetto industriale di enorme valore».

Quanto al gruppo di Settimo Torinese, è guidato dal presidente Eligio Martini - noto manager del settore nonché membro del Club degli Investitori- e si compone di sette società attive nel campo dei termoplastici tecnici, compounding di prodotti innovativi, studio di effetti estetici speciali e nuove tecnologie per l'industria delle materie plastiche (riproduzione riservata)



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