Pronta la marcia indietro sui Pir

Verso l’addio al vincolo sull’Aim e la rimodulazione sul venture capital. Possibile emendamento alla manovra o al dl Fisco. Nelle bozze di ddl di Bilancio stretta da 1,6 mld sulle banche e via ai Btp Green

di Luisa Leone31/10/2019 02:00



Pronta la marcia indietro sui Pir

Ritorno al passato per i Pir. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Economia sarebbero al lavoro sulla modifica alla disciplina dei Piani individuali di risparmio che, nella sua ultima versione, con il vincolo a investire il 3,5% nelle pmi quotate all’Aim e la stessa quota in venture capital, si è rivelata un flop. Il mercato, infatti, da quando sono stati introdotti i paletti si è praticamente bloccato e per la fine dell’anno Equita prevede deflussi per 700 milioni. Per questo il governo avrebbe finalmente rotto gli indugi, anche sulla spinta del caso Bio-On e si appresterebbe a inserire le modifiche ai Pir nel disegno di legge di Bilancio o nel collegato fiscale, con uno o più emendamenti. L’intervento si tradurrebbe in una mezza marcia indietro, con l’eliminazione del paletto minimo di investimento sull’Aim e un ripensamento anche di quello sul venture capital, che potrebbe però restare, anche se attenuato. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche quella di fissare un tetto massimo per le commissioni applicabili a questi strumenti, dedicati ai piccoli risparmiatori, anche se difficilmente un simile vincolo potrà alla fine concretizzarsi.
Intanto, nelle bozze di manovra circolate ieri, come anticipato da MF-Milano Finanza si trova la stretta sulle dta delle banche, con lo slittamento agli esercizi successivi delle quote che sarebbero state deducibili per l’anno fiscale 2019. Una mossa che per le casse dello Stato vale 1,6 miliardi di euro. Altra novità sul versante finanziario sono poi i Btp green, ovvero i bond sovrani sostenibili, già utilizzati da diversi Paesi, europei e non, e fortemente voluti dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Gli interventi a «sostegno dei programmi di spesa orientati al contrasto ai cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all’economia circolare, alla protezione dell’ambiente e alla coesione sociale e territoriale possono essere inseriti dal ministero dell’Economia e delle Finanze tra le spese rilevanti nell’ambito dell’emissione di titoli di Stato cosiddetti Green», si legge nella bozza di ddl di Bilancio. Per il lancio di questi titoli enti e amministrazioni coinvolte nei progetti finanziati green dovranno garantire il monitoraggio degli stessi e dei relativi impatti, per poterli rendere disponibili agli investitori. Per lo stesso fine sarà istituito un Comitato interministeriale, coordinato dal Mef, con l’obiettivo «di recepire, organizzare e rendere disponibili al pubblico le informazioni» sulle iniziative finanziate. Si prevede, infine, la certificazione di professionisti indipendenti circa la rispondenza degli investimenti alle finalità di ecosostenibilità e la quantificazione dei relativi impatti. (riproduzione riservata)



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