Renergetica vende alla Total le autorizzazioni per 3 impianti fotovoltaici in Cile

La società genovese quotata da agosto ha realizzato un investimento di 500 mila euro avviato nel 2015, ma non ha rivelato il ritorno finanziario. Il management punta al raddoppio di fatturato e ebitda nei prossimi due anni, moltiplicando le iniziative sui mercati internazionali e Banca Finnat alza il target price del titolo a 4,7 euro

di Pier Paolo Albricci



Renergetica vende alla Total le autorizzazioni per 3 impianti fotovoltaici in Cile
Da sinistra, Davide Sommariva, Sandro Rizzo e Raffaele Palomba sono i tre fondatori di Renergetica.

Renergetica, la società genovese attiva nello sviluppo di progetti a fonti rinnovabili sul mercato internazionale, ha annunciato di aver perfezionato la vendita a Total Solar Latin America (Gruppo Total) delle autorizzazioni per la costruzione di 3 impianti fotovoltaici in Cile per una potenza complessiva pari a 16,41 MWp.

Il titolo, che ha debutatto sull'Aim il 9 agosto scorso a 1,54 euro, segna oggi un leggero incremento +0,5% a 1,53 euro.

La società guidata dal fondatore e presidente Davide Sommariva insieme a Sandro Rizzo e Raffaele Palomba, entrambi co-ceo, è titolare di un proprio portafoglio impianti e attiva nella vendita di servizi di ingegneria e di asset management.

La vendita è stata conclusa dalla attraverso la sua controllata RSM Chile e riguarda lle autorizzazioni per la costruzione di 3 impianti fotovoltaici, che erano state acquistate nel 2015 attraverso un investimento di 500 mila euro. 

Con la conclusione di questo accordo e la vendita di questo nuovo cluster si raggiungono i 40 MWp di potenza installata e venduta complessivamente in Cile, ha fatto sapere il magement della società.

«I nostri investimenti in Cile, avviati nel 2015, hanno prodotto grandi risultati. A novembre 2017 avevamo perfezionato la vendita di 24 MWp al gruppo SKY Solar e oggi con quest’accordo raggiungiamo i 40 MWp sviluppati e venduti nel paese dove riteniamo di aver raggiunto in appena 3 anni un’importante presenza nel settore renewables,» ha spiegato Palomba.

«A conferma delle nostre competenze nel settore e della capacità del nostro Gruppo di gestire autorizzazioni in campo internazionale, abbiamo perseguito una linea strategica sulla localizzazione degli impianti tale da assicurare la vendita di tutta l’energia prodotta. Per tale ragione lo sviluppo della nostra pipeline è distribuito nel centro/sud del paese dove la domanda di energia è alta», ha specificato ancora il ceo, che ha ricordato anche la forte presenza della società negli Stati Uniti  dove e prospettive di sviluppo siano di particolare rilievo.

Gli impianti cileni, per una potenza installata complessiva pari a 16,41 MWp, saranno realizzati nel Comune di San Pedro de Melipilla su una superficie di 31 ettari e con produzione annua stimata di circa 31 GWh. Data la sua prossimità alla capitale Santiago del Cile, il Comune di San Pedro de Melipilla è localizzato in una regione ad alto consumo energetico con un’infrastruttura di rete che garantisce la totale acquisizione dell’energia prodotta dagli impianti.

Questi impianti si qualificano come PMGD (Pequenos Medio de Generacion Distribuita) e presentano il vantaggio di poter cedere l’intera produzione di energia in rete ad un prezzo stabile, determinato dalla competente autorità ed aggiornato ogni sei mesi.

L'attività della società genovese è in profonda e rapida evoluzione e sta puntando sulla specializzazione  in soluzioni ad alto contenuto innovativo per il controllo delle reti ibride (quelle che conducono energia elettrica sia da fonte tradizionale che rinnovabile) nei segmenti dell’energia fotovoltaica, eolica onshore, mini idrica e delle biomasse.

Nel 2017 il 50% del fatturato proveniva ancora dall’Italia, seguito con il 47% dal Cile, il primo Paese in grid parity, cioè il punto in cui l'energia elettrica prodotta per mezzo di impianti alimentati a fonti energetiche rinnovabili ha lo stesso prezzo dell'energia prodotta tramite fonti energetiche convenzionali) e con il restante 3% dagli Usa.

A partire dal primo semestre del 2018 il break down geografico è cambiato sostanzialmente, con la presenza sul mercato italiano che si è dimezzata al 24%, mentre è salita la presenza sui mercati Usa (21%) e Cile (56%).

Il 24 ottobre scorso Banca Finnat ha pubblicato uno studio approfondito sull'operatività e le prospettive di mercato di Renergetica, stabilendo un target price del titolo molto elevato, a 4,7 euro.

Le considerazioni degli analisti si basano sul fatto che Renergetica ha realizzato un sistema di gestione e controllo delle reti
ibride, denominato HGSC, particolarmente importante per realtà di “remote- grid” e “off- grid” ubicate in località isolate, per esempio ospedali, impianti industriali, isole, miniere, resorts ed equipaggiamenti per la ricerca.

Il processo per l’ottenimento del brevetto è in corso, ma già oggi la società dispone di una tecnologia fortemente competitiva nei mercati internazionali, che sono il principale terreno di sviluppo.

Dopo Italia, Cile e Usa, Renergetica ha incominciato a operare in Colombia e nel prossimo futuro dovrebbe aprire operations in Canada, a Cuba e nel continente africano, in Senegal, Algeria, Marocco, Kenya e Tanzania.

Gli analisti hanno ricordato che il settore dell’energia rinnovabile è tuttora atteso in crescita, spinto proprio da aree prive di energia elettrica quali molte zone del continente africano, del Canada e dei Caraibi.

In Italia, Renergetica dovrebbe avvantaggiarsi del raggiungimento della “grid parity” che dovrebbe dare un nuovo impulso al segmento dei trasporti che richiederà una maggiore produzione da fonte rinnovabile.

Per questi motivi gli analisti di Finnat sono arrivati alla conclusione che nel periodo 2018-2022 la crescita media annua dei ricavi sarà di circa il 24%. L’Ebitda dovrebbe poter crescere ad un cagr pari al 18% mentre l’Ebit dovrebbe poter segnare una crescita media annua del 34%. Il risultato netto d’esercizio potrebbe salire da 0,964 milioni di
euro del 2017 a 6,167 milioni di euro nel 2022.

 



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