Smre, balzo (+72%) del fatturato 2017 e focus sulla e-mobility

Il titolo reagisce positivamente e sale a 5,3 euro contro i 3 euro dell'esordio all'Aim, due anni fa. Il piano industriale di un anno fa che puntava a 90 milioni di fatturato entro il 2020 con 22 milioni di ebitda, sembra già superato. Il fondatore Samuele Mazzini triplica gli investimenti sullo sviluppo dei motori elettrici

di Pier Paolo Albricci



Smre, balzo (+72%) del fatturato 2017 e focus sulla e-mobility
Samuele Mazzini, fondatore e numero uno di Smre

Scambi intensi, quasi 120 mila pezzi in 167 contratti, hanno spinto nella mattinata il titolo del gruppo Smre, specializzato nello sviluppo di soluzioni tecnologiche nei settori automation e green mobility, a quota 5,3 euro (+3,4%) sulla scia delle notizie positive diffuse ieri sull'esercizio 2017.

Il titolo aveva debuttato nell'aprile di due anni fa, con un prezzo di prima quotazione a 3 euro.

L'anno scorso il valore dela produzione è stato superiore a 19 milioni di euro, il 72% in più rispetto al 2016 e di circa il 30% rispetto alla previsione del Piano 2017-2020, presentato un anno fa. Il balzo in alto è stato anche funzione del consolidamento negli ultimi 5 mesi dell'anno del bilancio di Sistematica, acquisita l'anno scorso.

In particolare, ha registrato una significativa crescita la divisione green mobility, con valore della produzione cresciuto di circa l’85% rispetto al 2016 al netto del contributo di Sistematica.

Alla luce dei rapidi sviluppi di mercato della mobilità elettrica, il gruppo ha triplicato gli investimenti in ricerca e sviluppo sulla green mobility.

«Stiamo percorrendo una crescita costante e strutturata spinta dall’accelerazione del mercato globale dei veicoli elettrici. Nonostante le difficoltà incontrate dai numerosi cambi normativi nel mercato cinese, siamo riusciti a portare a termine numerosi progetti in tutto il mondo ampliando la nostra presenza in più mercati,» ha commentato Samuele Mazzini, fondatore e ceo dell'azienda umbra. 

«L’annunciato abbandono dei propulsori Diesel nel mondo dei veicoli sta accelerando in modo vorticoso le nostre attività, essere partner di primari costruttori di veicoli ha portato e continuerà a portare risultati molto importanti nel medio e lungo termine. Il futuro dei veicoli elettrici è ormai una realtà e noi abbiamo i prodotti giusti nel momento storico giusto,» ha concluso Mazzini. 

 

Ai primi di febbraio Mazzini aveva annunciato un accordo nel settore della e-mobility che potrebbe imprimere una spinta eccezionale al business dell'azienda, grazie alla firma di un accordo di sviluppo che vede applicata la tecnologia brevettata di IET, divisione di Smre specializzata nel settore della mobilita' elettrica, su un veicolo passenger cars.

«Questo accordo prevede per la prima volta per noi la realizzazione di un veicolo a cinque posti, 4x4. Non e' piu' quindi un camion, ma si tratta di un veicolo che consente di avere delle performance da auto,» aveva spiegato Mazzini, specificando che «possiamo dire che passiamo ad un nuovo campionato. Di questo veicolo se ne producono più 200 mila pezzi a combustione in Europa. Questo accordo ci permette di entrare in nuovo mercato.»

Il piano industriale presentato un anno fa, che verrà rivisto alla luce  dei risultati del 2017, prevedeva un Valore della Produzione di circa 90 milioni di euro al 2020, con un ebitda di 22 milioni e una cassa positiva per circa 11 milioni di euro dopo investimenti per 8 milioni di euro. 



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