Startup, investimenti a 1,5 mld

Decisivo il contributo degli attori internazionali che hanno triplicato l'apporto di capitali a 435 milioni Il mercato resta ancora un ottavo di quello francese, ma il governo prepara un'iniezione da 2 miliardi

di Francesco Bertolino01/12/2021 00:14



Startup, investimenti a 1,5 mld

Le startup italiane hanno superato la soglia psicologia del miliardo di euro. Quest'anno, secondo l'Osservatorio Startup Hi-tech promosso dal Politecnico di Milano, la raccolta sfiorerà quota 1,5 miliardi, più che raddoppiando il risultato del 2020. In assoluto, il contributo maggiore arriva ancora dagli attori cosiddetti formali (fondi di venture capital indipendenti, aziendali e governativi) che nel 2021 hanno puntato 576 milioni sull'innovazione domestica (+96%). In termini relativi, però, il boom è stato merito soprattutto degli investitori esteri che hanno triplicato l'apporto di capitali alle startup italiane, passando da 130 a oltre 435 milioni. «Rispetto ad ecosistemi europei più maturi l'Italia è riuscita quest'anno a ridurre notevolmente il gap esistente», sottolinea Andrea Rangone, responsabile scientifico dell'Osservatorio, precisando però che il mercato nazionale corrisponde «a circa un ottavo di quello francese, un sesto di quello tedesco e tre quinti di quello spagnolo». Ciononostante non mancano segnali di sviluppo dell'ecosistema. Dei 193 round di finanziamento registrati 78 hanno coinvolto startup che già avevano raccolto una o più volte e che nel 2021 hanno chiuso operazioni con una taglia media di 12 milioni (+33%). «Sembra esserci stato un effetto pressoché immediato a seguito delle diverse misure messe in atto a livello istituzionale, testimoniate dalla recente iniezione di ulteriori 2 miliardi al Fondo Nazionale Innovazione», osserva il direttore dell'Osservatorio, Antonio Ghezzi.

Per colmare il divario con gli altri Paesi europei, però, servirà uno sforzo di ecosistema. «Lo stanziamento per il venture capital previsto dal Dl Infrastrutture andrà anzitutto confermato nell'ammontare massimo di 2 miliardi, significativo ma comunque lontano da quanto investito da altri governi», rimarca Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, associazione che riunisce fondi di venture capital, business angels e startup. «Occorre poi prevedere ulteriori incentivi e agevolazioni fiscali», aggiunge, in modo da coinvolgere nel venture capital anche attori molto liquidi ma sinora poco attivi. «I fondi pensione e le casse previdenziali scontano un approccio cauto alla gestione del risparmio», conclude Cerruti, «mentre le grandi imprese sono ancorate al modello centralizzato di ricerca e sviluppo che le porta spesso a trascurare gli investimenti sull'innovazione esterna e a non istituire strutture di corporate venture capital». (riproduzione riservata)



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