Terza edizione di Motore Italia, il forum di Class Editori dedicato alle pmi

Si è svolto venerdì 10 novembre alla Borsa di Milano nella sala grande, davanti a una platea numerosa e qualificata di manager,imprenditori e professionisti. I temi all'ordine del giorno, finanza innovativa, digitalizzazione dei processi, innovazione di prodotto, presenza sui mercati esteri, sono stati trattati da un panel di grandi esperti

di Nicola Carosielli



Terza edizione di Motore Italia, il forum di Class Editori dedicato alle pmi
Un momento del forum di Motore Italia alla Borsa di Milano

La ripresa dell’economia italiana è iniziata, i flussi di export non si interrompono e anche il mercato dei capitali riesce a mettere a disposizione nuove risorse a favore delle piccole e medie imprese. Sono queste ultime a far muovere il Paese e allo stesso tempo si rende necessario per loro adeguarsi alle nuove richieste del mercato e degli investitori.

E proprio l’attenzione e la comprensione di tutte le soluzioni in grado di sostenere le pmi sono state il perno della terza edizione di Motore Italia, Come far decollare le Pmi, organizzata dal gruppo Class (che pubblica MF-Milano Finanza) in collaborazione con Borsa Italiana e con il sostegno di Almaviva, Akamai Netalliance, Arturai, Euler Hermes, Manageritalia, Banca Mediolanum, Sace e Terna.

Primo dei tanti temi toccati è stata la digitalizzazione e l’innovazione. In questa direzione, uno dei principali cardini è rappresentato da Industria 4.0, definita da Marco Gay, vicepresidente esecutivo e socio di Digital Magics, «il primo piano industriale di politica economica da 30 anni a questa parte in cui al centro c’è l’impresa e l’innovazione, in cui si parla di fattori abilitanti per la competizione e non di settori».

Un aspetto importante perché «per prima volta abbiamo un set di strumenti che mette tutte le pmi che vogliono crescere nella condizione di farlo a prescindere dal comparto in cui operano». La pmi deve innovare le proprie competenze, prodotti, processi, servizi «per aumentare il valore aggiunto in un’economia matura come la nostra», ha proseguito Gay, ribadendo che «le pmi devono cogliere questa trasformazione, che in sé è un’opportunità, perché l’onda dell’innovazione e della trasformazione tecnologica sicuramente va avanti», e la tendenza «va cavalcata altrimenti si rischia di esserne travolti».

C’è poi uno altro tema importante per il sostegno alle pmi, che comprende gli aspetti fiscali, di cui hanno già iniziato a beneficiare le piccole medie imprese. Basti pensare alla qualifica di pmi innovativa che consente, tra le altre, l’esonero dall’imposta di bollo per l’iscrizione al registro delle imprese o la remunerazione del personale con piani di incentivazione in equity quali stock option e work for equity, con contemporaneo esonero da imposizione sul reddito.

«Esistono quindi una serie di incentivi di natura fiscale che danno l’opportunità alle aziende di avere, a fronte di investimenti o di altre iniziative di business, un minore cash out, cioè un minore esborso per le tasse, migliorando i risultati», ha spiegato Valerio Stroppa, collaboratore di Italia Oggi. Ma per le pmi un grosso vantaggio è tratto anche dall’apertura del proprio capitale al mercato azionario.

Una dimostrazione che arriva dalla nuova legge di bilancio in cui saranno previsti dei tax credit che consentono per le pmi che si quotano di avere un credito di imposta da calcolare sulle spese per le consulenze necessarie alla ipo. Certa è comunque la necessità per tutte le pmi di accedere ai capitali.

Un fattore speculare all’esigenza degli investitori di trovare aziende in cui investire. Per questo servono canali di dialogo come Circle, piattaforma presentata dall’avvocato Antonio Scala che nel proprio intervento ha spiegato che «il network vuole mettere a disposizione la capacità di leggere le esigenze dell’impresa con una prospettiva di crescita ma che allo stesso tempo ha esigenza di finanza o di individuare un partner per crescere».

Aiutando automaticamente «chi faticava a investire in quel settore». Altri modi per il finanziamento delle pmi sono anche i canali digitali come quello offerto da Credimi, la piattaforma guidata dal fondatore e ceo Ignazio Rocco di Torrepadula, con il quale è possibile anticipare le fatture verso clienti interamente online. Altro fattore imprescindibile di crescita per una pmi è l’espansione internazionale.

Per questo, spiega il presidente di Simest Salvatore Rebecchini, pallino del gruppo «nell’ultimo anno e mezzo è stato aiutare il più possibile le pmi», dimezzando i costi di istruttoria e di finanziamento, che per una pmi sono costi onerosi.

All'intervento del presidente di Simest ha fatto seguitoil panel dedicato alle opportunità di affari nel mercato cinese per le pmi, a cui hanno dato un preziodocontributo di informazione Marco Bettim, direttoreoperativo della Fondazione Italia-Cina, Massimo Reale, direttore commerciale di Euler Hermes Italia e daniele Zibetti, socio fondatoredello studio Gwa di Shanghai.



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